Bologna, 15 gennaio 2022 - Sono sempre stato un fautore dell’adozione responsabile quella dove, chi decide di prendere un cane, sia realmente consapevole dell’impegno che si assume. Questo significa che, oltre a desiderarlo, si deve prima valutare se si hanno a disposizione le risorse per adottarlo, intendo quelle di tempo per portarlo fuori, di spazio in casa per poterlo gestire, economiche per le spese veterinarie il mangiare i giochi ecc… Quando si decide di integrare un cane nel nostro nucleo familiare si deve essere pronti ad accettare che da quel momento in poi si viene a creare un nuovo gruppo sociale, che si chiamerà branco-famiglia. Vede Direttore, capirà la mia frustrazione quando vedo che l’adozione si riduce ad un incentivo, dove si danno soldi a persone, a cui magari non interessa nulla dei cani, creando un vero e proprio business in cui potrebbero essere proprio gli animali a farne le spese. Non funziona cosi! Se si vuole veramente favorire le adozioni e combattere il randagismo si deve fare informazione, formazione e investire sul cane non su chi lo adotta! Credo sia arrivata l’ora di istituire una specie di mutua anche per gli animali, un aiuto per tutte le spese che riguardano il suo benessere quindi sanitarie, alimentari, di cura del corpo o di riabilitazione ecc... Sarà questa la direzione verso cui intendo muovermi, integrandola con nuove proposte legislative, volte ad una più adeguata tutela del cane e degli animali in generale.

Fabio Vergoni
Responsabile dipartimento ambiente Fratelli d’Italia Rimini

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Gli animali non sono giocattoli e averli come compagni domestici deve essere una scelta assolutamente responsabile. Decidere di ospitare a casa un cane o un gatto significa sottoporsi anche a sacrifici che non sono per tutti. Quindi prima di fare questo passo bisogna pensarci non due ma quattro volte. Vuol dire impegnare risorse economiche per una giusta alimentazione, per il benessere, vuol dire avere il posto giusto affinchè gli animali possano muoversi in libertà oppure, se vivono in appartamento va messo in conto il disagio di portarli fuori un paio di volte al giorno. Forse serve la formazione per i padroni, ma servono soprattutto passione e spirito di sacrificio. Tutto ciò a maggior ragione quando si adotta un animale dal canile, una scelta che prevede spesso qualche disagio in più per potersi abituare a soggetti che hanno alle spalle qualche trauma e che non sono nati da cuccioli nella casa in cui vanno a vivere. Nel corso del 2020, forse per effetto della voglia di compagnia in conseguenza del lockdown più o meno totale, in Italia si è registrato un boom di adozioni di cani e gatti, il 15% in più rispetto al 2019 secondo le cifre fornite dall’Ente Nazionale Protezione Animali. Nei dodici mesi dell’anno scorso, hanno trovato una nuova casa 8100 cani e 9500 gatti: un totale di 17.600 soggetti adottati.

beppe.boni@ilcarlino.net

voce.lettori@ilcarlino.net