Bologna 16 gennaio 2021 - Ho letto che alcuni studenti spagnoli, a Bologna nell'ambito del Progetto Erasmus, sono stati sorpresi più volte, almeno 4 , in alcune feste . Per questo, giustamente, multati. Ma loro pagano come niente fosse e, incuranti di tutto e di tutti, continuano ad organizzare e a partecipare a festeggiamenti vietati. Non voglio sprecare commenti su questi soggetti, sarebbero superflui. Ma l'Università di Bologna che,  oltre ad essere fonte di sapere, è prima di tutto una comunità educante, cosa aspetta a rispedirli , definitivamente, a casa loro?
Paola Tabarroni

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni

Considerato che gli studenti spagnoli sono ospiti in una città e in un paese straniero, ci aspetterammo da loro maggiore educazione e rispetto delle leggi. E' vero, a Bologna più o meno lo stesso gruppo se ne frega delle regole e nonostante i divieti organizza feste e e party. Se le sanzioni non servono a nulla allora bisogna passare a metodi più severi. Se si comportano da clandestini dell'emergenza Covid spediamoli a casa loro come si fa con i migranti. E' proprio ciò che temono perchè in Spagna la Guardia civil è molto più severa.  Siamo il Paese delle leggi e dei regolamenti e da qualche parte ci sarà pure una norma che ci consenta di non farci prendere in giro da quattro bamboccioni. Se usiamo la mano pesante con i ristoratori che non rispettano la chiusura  e rischiano il fallimento possiamo usare gli stessi metodi con gli llegri mattacchioni spagnoli. Che possono fare festa a casa loro.

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