Bologna, 15 maggio 2020 - Caro Carlino, immagino ancora vivo Gianni Brera, il grande giornalista sportivo, che oggi, non avendo partite di calcio da raccontare, magari troverebbe un lavoro commentando la partita contro il Coronavirus come se fosse un match di calcio. Gli ingredienti ci sono tutti e li elenco a casaccio: attacco, difesa a uomo o a zona, contropiedi micidiali, “immolarsi” per evitare un gol sicuro, autogol (sappiamo bene di chi), colpi di testa, decisioni discutibili dell’arbitro, falli e calci di rigore, che condannano, tifo per giocatori diventati eroi, pianto per una sconfitta, esultanza per una vittoria.
Giulio Corti, Milano

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino' Beppe Boni

Nel calcio almeno ci sono due squadre, una contro l'altra e stop. Sul campo del virus globale si gioca una partita confusa, contraddittoria, piena di falli e autogol e non si sa quanti sono i giocatori in campo. E di autogol il Governo ne ha fatti parecchi. E' anche vero che il mondo, Italia compresa, si è trovato di fronte ad una tempesta mai vista prima per dimensioni e tipologia, quindi impreparato non avendo piani pronti nel cassetto. La gente è spesso confusa da opinioni contrastanti, da scienziati e medici che dicono l'uno il contrario dell'altro, da frequenti dietrofront, da contributi economici che non arrivano o arrivano in ritardo a famiglie e imprese. Qualsiasi schieramento politico si sarebbe trovato in difficoltà, ovvio, ma le scelte di questo governo sono risultate spesso affrettate e confuse. Non so cosa avrebbe scritto Gianni Brera, ma di sicuro sarebbe stato critico anch'egli con i suoi svolazzi e neologismi. Probabilmente anche verso il calcio vero che fa le bizze e vuole forzare i tempi su diversi aspetti della ripresa dell'attività e nei confronti dei capricci dei calciatori. Calciocaos.
 

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