Caro Fazio ti scrivo così mi distraggo un po’..L’allusione nasce dal fatto che il 20 marzo salutavo la mia setterina che è nata appunto il 4 marzo come il cantautore, ma questa è un’altra storia che può interessare solo me e altre persone amanti degli animali. In queste giornate convulse tra CHAT-MEET-CALL le tue parole, insieme all’immagine del Santo Padre che si dirige in San Marcello al Corso per pregare davanti al Crocifisso che salvò Roma dalla peste, mi hanno commossa ”ho imparato che siamo connessi per davvero e non solo in rete..”

Mai come ora guardo questa umanità con il cuore più lieve in colui che asciugherà ogni lacrima e riconoscente di esserne parte. Le parole che scambio alle 7 di mattina col mio edicolante sono la boccata d’ossigeno, come lo sguardo pieno di tenerezza sul far della sera ai farmacisti che, indefessi servono al banco. Dodici anni fa nella Cattedrale della mia città col cuore colmo di tristezza per la perdita di un comune amico, i nostri sguardi si sono accarezzati …ora ti rivedo e chiedo al Signore di proteggere te e i tuoi cari. Andrà tutto bene solo quando capiremo che tutto è dono.

Annalisa Ghelfi