Bologna, 8 aprile 2021 - Italiani negazionisti sulle guerre coloniali in Africa? Non c'è proprio nulla da negare. Purtroppo i nostri padri furono obbligati dal potere di allora a calpestare il suolo africano e greco e di altri Paesi. E' impossibile fare del negazionismo per due motivi: ancora paghiamo sulla benzina un'accisa per la guerra d'Etiopia. Ancora molte strade portano nomi italiani ad Addis Abeba, Adua, Gondar, Agordat. E' lo spirito di osservazione che è cambiato. Quei nomi restino per ricordare la follia.
Claudio Zamaroli

Risponde il condirettore del Resto del Carlino Beppe Boni

Ha ragione il lettore. Non c'è nulla da negare,  semplicemente perchè tutto è ormai noto. Anche gli italiani nelle loro guerre coloniali si sono resi autori di atrocità e violenze. E' successo in Africa, è successo, sempre durante la Seconda guerra mondiale, nella ex Iugoslavia. Nel contesto coloniale la 'guerra selvaggia' e le violenze per sottomettere le popolazioni o dar vita ad azioni di controguerriglia sono state una pratica diffusa soprattutto, ma non solo, nel XX secolo. E' successo con gli americani nelle Filippine, gli inglesi in India, gli spagnoli in Marocco, i francesi in Algeria e in Indocina, i russi in Afghanistan. E comunque la guerra si porta sempre dietro violenze di ogni genere e massacri. Gli italiani sono sempre stati in buona compagnia, anzi forse più morbidi di tante altre potenze a cui guardiamo anche oggi con ammirazione. La storia è piena di ombre per tutti, o quasi.
 

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