Bologna, 11 settembre 2021- Il ritiro “spirituale “ e meditativo di Mattia Santori, leader delle Sardine e candidato Pd  al Consiglio comunale di Bologna, al Convento bolognese dei Servi di Maria a Ronzano, ha aspetti sconcertanti, ma molto seri che riguardano innanzitutto chi ha accettato questo “asilo". Questo domicilio serale e notturno è così funzionale, ad una campagna elettorale, che non sta nelle funzioni di un convento. Se dopo Santori un altro candidato, di qualche altro partito, bussasse alla porta di Ronzano e pure lui chiedesse asilo? Oppure, se un altro candidato chiedesse asilo meditativo ad un altro convento cittadino? Per la verità, non mi meraviglio della trovata, ma di chi l’ha accettata.

Angelo Rambaldi

Risponde il condirettore del Resto del Carlino Beppe Boni 

La Sardina Mattia Santori, che si presenta come un alfiere della purezza e della spontaneità, ha imparato subito le furbizie del marketing politico. Infatti, guarda caso, alla prima tornata elettorale utile, si è candidato con il Pd. Ovviamente La Sardina numero uno può andare dove vuole ma fa sorridere che fino alla data delle elezioni comunali di Bologna si sia insediato nell'eremo di Ronzano, luogo consacrato al culto cristiano cattolico, che con la campagna elettorale nulla ha a che fare. E' evidente che si tratta di una trovata spot per acquisire visibilità e strizzare forse l'occhio all'elettorato cattolico. Chissà se Mattia Santori dirà almeno un'Ave Maria durante la sua silenziosa permanenza nell'eremo, che si trova proprio a due passi dalla Madonna di San Luca. I Servi di Maria, che gestiscono l'eremo avvolto nella vegetazione di querce, accolgono chiunque e quindi hanno dovuto considerare la Sardina numero uno un cittadino come gli altri. Commento delle truppe renziane bolognesi di Italia Viva: "Il ritiro spirituale è una cosa seria, non si sbandiera ai quattro venti, e soprattutto in campagna elettorale dove sei candidato. Santori è patetico. Amen. 

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