Che l’Italia sia un paese di allenatori, arbitri e giudici sportivi che percepiscono i calciatori come dei semidei della mitologia è un dato consolidato ma che per il caso della mancata presentazione del club partenopeo, su disposizione dell'Asl di Napoli, all’Allianz Stadium di Torino per la partita contro la Juventus divenisse un caso di Stato su cui è stato necessario l’intervento del Ministro per dello sport, Vincenzo Spadafora, non lo avrei mai immaginato. Tanto per essere più chiari potremmo dire: “juventini contro il resto del mondo”.
 Chi è sulla linea dura “dura” è convinto che non sia invocabile il legittimo impedimento per il Napoli e pertanto un 3-0 a tavolino è giusta sentenza, sul fronte opposto gli “anti” che invocano, quale giusto verdetto del giudice sportivo, il legittimo impedimento e di conseguenza il recupero del match. Un dibattito sterile senza punto di incontro che potrebbe aver trovato una sintesi logica e di buon senso al bar, tra un caffè e un pasticcino, quando un cliente è intervenuto smorzando l’ennesimo scontro verbale tra due tavoli di opposta tifoseria: “ La partita andava congelata fino a termine campionato e solo nel caso in cui una delle due squadre per una differenza di 3 punti dovesse essere penalizzata per il raggiungimento di un obiettivo rilevante come la vittoria del torneo o l’accesso alle Coppe si dovrebbe disputare.”
Daniele Baldini