Bologna, 13 gennaio 2021 -  In questi giorni, mi sono recata, per questioni urgenti, in centro a  Bologna. Per motivi di sicurezza non ho preso l'autobus, ma sono andata  a piedi, passando per via del Pratello. Erano circa le 16 . I tavolini erano pieni di ragazzi che, senza mascherina, vicinissimi tra loro, beatamente, facevano l'aperitivo, ridevano, scherzavano, si abbracciavano, felici di rivedersi dopo le vacanze. Di vigili e polizia  neanche l'ombra. I bar e le osterie erano aperte, nel pieno rispetto della legge. Ma io mi chiedo : come possono dei giovani, in piena pandemia, incuranti di tutte le norme di sicurezza, ridere e scherzare felici, mentre i malati di Covid muoiono e soffrono negli ospedali? Ma pensano di essere immuni perchè giovani ( e non è vero!)  e , anche se lo fossero, non hanno dei nonni, dei genitori, dei parenti, degli amici che possono ammalarsi? Non pensano che esistono anche gli " altri"?

Maddalena Petroni

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

E' un atteggiamento diffuso. I giovani  sono convinti di essere invulnerabili al Covid e accentuano anche per questo la mancanza di responsabilità. Sanno che al massimo se la cavano con una influenza e allora via con aperitivi e calici di bollicine senza preoccuparsi troppo di distanze e mascherine. Molti (ma non tutti) non calcolano che non è la loro salute che mettono a repentaglio, ma quella di genitori, nonni, zii, parenti vari e amici adulti. L'incoscienza giovanile fatta di entusiasmo per la vita, con la voglia di divertirsi, di stare insieme è positiva. In questo momento però questa energia va messa in equilibrio, va canalizzata verso la prudenza. Compito difficile. Che si può fare? Certo, i divieti hanno il loro peso, ma purtroppo anche in questo frangente tocca ai genitori far capire ai ragazzi che almeno per ora la prudenza non è mai troppa. Papà e mamme devono provarci, anche se il risultato non è garantito.
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