Da appassionato utilizzatore della lingua italiana e cultore della lingua internazionale esperanto, ho letto con piacere che ancora qualcuno prova del risentimento verso l’inserimento sciovinista di
parole di altre lingue, specialmente inglesi, nel nostro bell’idioma. Assistiamo ad una lenta invasione della nostra lingua da parte di parole infiltrate, e chi sono i traditori che le fanno entrare, senza
vergognarsi? Spesso purtroppo sono i protagonisti dei nostri media, giornalisti, scrittori, politici ecc. e noi pubblico subiamo tutto ciò, vediamo che non sono parole nostre, ma molti le usano ... nessuno vuole sembrare ignorante. Perché se c’è uno straniero in giro alcuni si ergono a difensori della Patria, e invece tutti accettano questa lenta invasione che inquina la nostra lingua madre? Un appunto, direttore, al concetto che lei fa passare come acquisito che  “... l’inglese è ormai universale ...”. Nulla contro la lingua inglese.  Ma smettiamo di soggiacere al pensiero della sua inevitabilità. Una lingua madre non può diventare una lingua franca: ci sono accademici al riguardo. Poi, ora il Regno Unito ha voluto uscire dall’Europa e quindi la sua lingua piano piano perderà importanza.

Enrico Borrello - Montignoso (MS)