Nella giornata nella quale l’Italia si è fermata a commemorare una strage mafiosa che quasi trent’anni fa costava la vita al Giudice Falcone, alla moglie ed alla sua scorta, un'altra strage colpisce il Paese. La vicenda della funivia caduta che ha portato via alle loro famiglie 15 vite che cercavano una sprazzo di normalità realizza uno dei peggiori incubi che vivono i viaggiatori quando la sensazione di impotenza si affida alla capacità del pilota di un velivolo di riportarli al suolo oppure proprio quando affidano la loro incolumità alla professionalità e capacità di coloro che devono rendere sicuro il trasporto in una funivia.

Non è accettabile in un millennio dove con un app sul telefonino si comandano sistemi elettronici da una parte all’altra del pianeta che non esistano dei sensori che possano evitare il prezzo di vite umane come per il crollo del ponte di Genova, il crollo dell’albergo di  Rigopiano ed ora la tragedia di Mottarone dove era stato disinnescato il sistema di frenamento. Quanto detto poiché stavolta oltre ai controlli tecnici e verifiche effettuati, pare, solo pochi mesi fa, si aggiunge il ridotto carico della cabina imposto dalle normative covid, quindi è evidente che un cedimento strutturale se non è avvenuto per cause esterne, tutte da provare, non può che essere una mancanza delle norme e degli strumenti che giudicano l’idoneità dei cavi di trasporto.

Raffaele Acri