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Commento

I Maneskin, ambasciatori del rock in America

beppe boni

Bologna, 20 novembre 2021 - Non me ne intendo, anche se so bene che il rock non ha nulla a che fare con lui. Ma non è mica colpa mia se, l'altra  notte, dopo aver visto in Tv i Maneskin, mi sono sognato Andrea Bocelli in un teatro pieno di smoking e di abiti da sera che cantava 'Con te partirò' indossando culottes, giarrettiere, calze a rete e tacchi a spillo. Era inguardabile e mi sono svegliato in preda a un incubo con la paura di riaddormentarmi e risognarlo!
Giancarlo Maini, Pontecchio Marconi (Bologna)

risponde il condirettore del Resto del Carlino, Beppe Boni

La musica e lo spettacolo sono fatti così, contemplano la capacità artistica ma anche il contorno fatto di travestimenti, scenografia e provocazione. I Maneskin , che stanno avendo un successo incredibile e  forse imprevisto anche all'estero, sono definiti i Nuovi Beatles. Sono bravi sanno giocare con le note e propongono motivi orecchiabili. La storia del rock e della musica è anche tutto questo. Tanto per fare un esempio concreto. Il successo della band romana diventa un caso di studi negli Stati Uniti. Mentre la cover di "Beggin'" dei Four Seasons che Damiano David e soci suonarono a "X Factor" e incisero poi per il loro disco d'esordio, nel 2017, scala le classifiche delle canzoni più trasmesse dalle radio americane, la rivista statunitense Billboard riflette su come le emittenti stiano riscoprendo il rock. E lo fa analizzando e studiando soprattutto il boom dei Maneskin che nessuno aveva previsto di queste dimensioni. Un mistero? Forse sì, forse no. Li definiscono fluidi, con i maschi travestiti senza perdere virilità e la ragazza che appare quasi di sesso incerto ma resta femminile. Sono nitidi e sfuocati allo stesso tempo. Non sono i primi ad aggirarsi sul palcoscenico in questo modo. Lo fece già David Bowie, fu esplosiva l'ambiguità di Renato Zero. C'è un artista per ogni pubblico. Bocelli ha il proprio, i Maneskin pure. Ma c'è chi apprezza entrambi.
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