Bologna, 14 agosto 2020 - Ho letto la sua risposta in merito al balletto dei marinai di Taranto e vorrei risponderle su alcuni punti. Ben lungi secondo me dall'essere il balletto l'equivalente del lancio dei berretti, è stato, a mio parere, un 'effetto speciale' e perciò evidente visivamente, di  ciò che le cariche predisposte al comando, fortunatamente solo in alcuni casi, hanno del senso del proprio compito e della loro posizione. Ciò è aggravato dal fatto che tale comportamento è 'trasmesso' agli allievi. La speranza è che gli allievi abbiano maggior senso della gravità e della responsabilità in merito al posto e ruolo che occupano, di superiori come questa. In ultimo mi piacerebbe sapere a che tipo di persone un avvenimento del genere facilita la 'simpatia' del  corpo della Marina.
Francesca Cottini

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino' Beppe Boni

I valori della Marina militare italiana sono scolpiti nella storia di ieri e di oggi. La Marina è le memorabili azioni delle due guerre mondiali, è la nave scuola Vespucci, è il pattugliamento del mare che salva vite e ferma gli schiavisti dei gommoni, è il senso del dovere di migliaia di uomini e donne che sono in mare e in terra. Non è un balletto fuori ordinanza che scalfisce questo scenario. L'ufficiale è andato oltre il protocollo ma l'insegnamento che gli allievi hanno appreso durante il corso è gia scolpito nei loro cuori e nella loro mente.Non ne risentirà. Dunque niente punizioni per il tenente del balletto Jerusalema, basta un richiamo, giusto per non venir meno al principio della disciplina. Per il resto rimane una straordinaria quanto inconsapevole operazione di marketing. La Marina, guidata dal capo di Stato maggiore ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, oggi è una macchina perfetta. L'Italia lo sa.

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