Bologna, 27 novembre 2021 - Fa sorridere l’ordinanza del sindaco di Bologna Matteo Lepore per cui dal 26 novembre, quindi da ieri, al 9 gennaio sarà obbligatorio indossare la mascherina all’aperto, ma solo nel centro storico. Evidentemente, viene da pensare, il virus si è adeguato ai radical chic e non alle areee di periferia. Come fa la sinistra da anni in questa città.
Filippo Ratta

Risponde il condirettore del Resto del Carlino Beppe Boni

Il sindaco Matteo Lepore non ha certo bisogno di avvocati difensori, ma il provvedimento è stato adottato sulla scia della stretta che anche il governo ha impresso proprio in questi giorni per evitare possibili cambi di colore alle regioni e chiusure di attività. L’ordinanza del Comune è stata condivisa insieme al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica coordinato dalla prefettura. E riguarda l’area del centro città delimitata dai viali di circonvallazione. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Le autorità hanno ragionato nel seguente modo. Il centro storico da qui alla fine delle festività è comprensibilmente affollato di persone che si dedicano alle passeggiate e agli acquisti natalizi. L’obbligo di mascherina quindi è stato limitato a questo ambito proprio perchè qui sono previsti comprensibili affollamenti, mentre non è previsto altrove proprio per alleviare il disagio. Da un sondaggio sul campo ieri, prima giornata dell’obbligo di mascherina, il 60% delle persone si è adeguato. E sarà meglio che anche gli altri lo facciano perchè ci saranno controlli intensi. Altre città però si stanno adeguando con divieti analoghi, sia in Emilia che nelle Marche, proprio per evitare guai peggiori. Meglio una mascherina in più e un lockdown in meno.
 

beppe.boni@ilcarlino.net
voce.lettori@ilcarlino.net