Bologna, 23 aprile 2021 - Io e mio marito ed io ci siamo vaccinati contro il Covid 19 presso il centro dell’Autostazione di Bologna. Lì abbiamo riscontrato, nel personale sanitario e volontario, puntualità, gentilezza, professionalità e massima disponibilità.
Pur sapendo che si tratta soltanto della prima dose, ci siamo sentiti liberati da un incubo, ma, soprattutto, protetti dalla nostra Sanità.
Bianca Belvederi
Marco Bonino


 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

La parole di questi due lettori sono garbate, semplici, piene di umanità e di senso pratico. Scalda il cuore e fa bene alla salute (mentale) vedere che qualcuno sottolinea anche il volto positivo della nostra rete sanitaria fatta di medici e altre figure specifiche. Non ci sono solo gli errori, la confusione, i piani mancati in tempi di emergenza sanitaria. C’è anche il cuore delle persone che accanto alle competenze professionali sanno offrire assistenza con disponibilità ed educazione. Ma leggendo le righe di questi due coniugi affiora un’idea. Il loro pensiero andrebbe fatto imparare a memoria con lo scalpello alle variopinte e pericolose tribù di negazionisti metropolitani che si aggirano confusamente nella città d’Italia: no mask, no vax, no tutto. Tutta gente a cui bisognerebbe dire: no vax, no party. Se non ti vaccini, libero di farlo, esci dall’Italia perchè puoi disporre della tua salute ma non puoi mettere in pericolo la mia. Si può discutere degli orari e delle regole a cui sono sottoposti bar e ristoranti, del coprifuoco, ma non della necessità di proteggersi. Purtroppo il buonsenso e la ragione non si possono iniettare con una siringa nel cervello di chi non vuol capire che la vaccinazione è l’unica via d’uscita.

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