Bologna, 20 ottobre 2020 - Mi ritengo una persona tranquilla e giudiziosa. Non sono filogovernativo, né tanto meno un fan di Conte. Quando però leggo dell'alzata di barricate dei sindaci contro questo Dpcm rimango basito. Chi meglio dei sindaci del proprio territorio conosce la realtà di quello che sta succedendo in casa propria, chi meglio di loro può agire velocemente per bloccare eventuali focolai. Ora che gli viene concesso l'opportunità di agire responsabilmente rifiutano? Allora insorgo anche io e da giudizioso e tranquillo divento...nervoso: siete sindaci senza spina dorsale, non accettate responsabilità per la tutela dei vostri cittadini. Spero che alle prossime elezioni i cittadini se ne ricordino. Io sì!
Cesare Righi

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Tutto nasce dalle (in parte) caotiche indicazioni del governo nella conferenza stampa di domenica sera. I sindaci forse si sono spaventati ma del resto su di loro sono state scaricate enormi responsabilità, senza spiegazioni precise, che invece è opportuno condividere. Comunque dopo poche ore il Governo, prendendo atto della rabbia dei primi cittadini, aveva già fatto parziale retromarcia e già questo è indicativo della estrema incertezza con cui si muove.  Molti numeri uno dei comuni lamentano di non avere le strutture per chiudere via e piazze  e assicurare i controlli. Ci saranno ordinanze lampo per la chiusura di strade e piazze, firmate (come già succedeva) comunque dai sindaci, ma solo dopo una concertazione con Prefetti e Asl e il possibile impiego delle forze dell'ordine per la stretta anti-movida introdotta nel nuovo Dpcm. Ma gli industriali intanto non risparmiano critiche.  "Provo sconforto per un Paese in confusione. Basta una conferenza stampa per lasciare un intero Paese senza indicazioni", tuona il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. Si naviga di nuovo a vista.
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