Bologna, 4 aprile 2020 - Sono un operatore socio sanitario e scrivo  per evidenziare la mancanza di importanza che viene data alla nostra categoria professionale. La mia non vuole essere una polemica (in questo momento non sarebbe né utile né costruttiva) ma ci siamo anche noi in prima linea in questa guerra. Gli oss si occupano delle esigenze primarie dei pazienti e vanno dall'igiene all'assunzione dei pasti. Siamo i primi operatori a cui pazienti danno il buongiorno al mattino. Chiediamo che sia data una giusta e equa importanza al nostro lavoro. Grazie comunque per l'informazione che viene data sulla nostra attività.

Giovanni Speranza

 

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Nella turbolenza creata dal nemico invisibile che viene dalla Cina ci sono i pazienti ma anche tutti coloro che lavorano negli ospedali e nei presidi sanitari in genere. Sono i medici, che stanno pagando un tributo con decine di morti, ma anche infermieri, operatori socio sanitari, inservienti, addetti alla manutenzione e altre figure che sono impegnate negli ospedali. A loro va un grande grazie collettivo perché stanno dimostrando un grande sforzo anche a rischio della vita. Dovevamo proteggerli meglio, ma lo Stato è arrivato in ritardo. L'aggressione di questo virus ci ha colti impreparati e per questo chi lavora nella sanità sta pagando un prezzo alto. Tutto ciò dovrà servirci da lezione per il futuro perché il mondo aperto alla globalizzazione e quindi alla rapida circolazione di uomini e merci oltre a tanti benefici si porta dietro anche disastri. Non dimentichiamolo mai più.
beppe.boni@ilcarlino.net

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