Bologna, 25 novembre 2021 - Netturbini romani: 360 euro di premio per non fare assenteismo. Migliaia e migliaia di posti di lavoro a rischio perché le aziende delocalizzano; gente che deve lottare con le unghie e con i denti per arrivare a fine mese; 50/60enni che perdono il lavoro e spariscono: niente lavoro e niente pensione. Confinati in una zona grigia che diventa un limbo. Questi netturbini che, invece, un lavoro ce l'hanno con relativo stipendio, debbono essere incentivati a non fare assenteismo; e tutti quelli che fanno sempre il loro dovere (e sono molti) cosa sono? Questa è follia pura.

Marco Reina

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

La turbolenza di questi mesi, mentre l'Italia sta tentando di trasformare il rimbalzo economico in una ripresa strutturale,  ci sono zone d'ombra che facciamo fatica a diradare. I numeri complessivi dell'economia forniscono segnali positivi, eppure molte cose non vanno per il verso giusto. A cominciare proprio dalla Saga Coffee di Gaggio Montano dove il gruppo Evoca vorrebbe delocalizzare in Romania la produzione mettendo a casa 220 operai. Ora c'è un compratore con cui anche la Regione di mediare. Speriamo. Nella dinamica delle imprese può succedere anche questo. Ma il caso scandaloso è quello di Roma, dove da anni l'azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti pulisce poco e male la città e dove il tasso di assenteismo è strutturale. Che poi attraverso una formula burocratica si dia un premio ai dipendenti per evitare le diserzioni dal lavoro durante il periodo natalizio è una vergogna che indigna e ci rende ridicoli verso il mondo. Ed è una offesa verso lavoratori che invece perdono il posto, come alla Saga, perchè l'azienda sposta la produzione. Invece di pensare come combattere l'assenteismo si concede un incentivo a chi dovrebbe già fare il proprio dovere e invece non lo fa pur incassando lo stipendio. Surreale. Sembra una storia da cabaret e invece è la realtà. Questa è l'Italia che non ci piace.

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