Bologna, 20 stetembre 2020 - In Lombardia è stato ucciso da un clandestino un prete impegnato a soccorrere  gli ultimi. L'omicida non doveva essere in Italia in quanto destinatario di un decreto di espulsione mai eseguito. Questo delitto per il sistema mediatico è un fatto di scarso rilievo che non ha trovato spazio adeguato. Mi pare che chi ha destinato la sua vita agli altri meriterebbe ben altra attenzione, ma ormai ci stiamo abituando. Sono comportamenti che non promettono nulla di buono se viene meno  l’attenzione e l’interesse per fatti. Purtroppo, spesso, il tutto si esaurisce con una fiaccolata, alcuni manifesti e una funzione religiosa che sono sì tutti aspetti positivi ma che si esauriscono in un baleno. In questo caso il delitto si è consumato ad opera di qualcuno che lo Stato non vuole o non può espellere, in un altro caso recente è stato ucciso un giovane, da parte di gente violenta che spadroneggiava nel proprio territorio, eppure che ha potuto continuare impunemente a colpire persone indifese. Lo Stato dove è? Siamo una società disorientata  e impaurita che non sa cosa aspettarsi dal proprio futuro, abbiamo, quindi, bisogno di certezze e sicurezza che solo lo Stato ci può e deve garantire.

Pietro Balugani

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Lo Stato c'è ma a volte si ha l'impressione che assomigli ad una rete piena di buchi. Una premessa: forse lei ha letto distrattamente i giornali perché tutti hanno dato grande rilievo all'omicidio del sacerdote degli ultimi proprio per il contesto in cui è nato. Al di là del caso specifico, dove l'omicida (aiutato in tutti in modi dalla vittima) ha perso la testa, rimane il fatto che le espulsioni in Italia sono complicate e difficili. I numeri sono minimi. Una rete con i buchi, appunto. E il caso dei fratelli Bianchi, i due picchiatori palestrati accusati di aver ucciso a botte il povero Willy a Colleferro, è altrettanto simbolico. I due, pur dotati di auto e orologi di lusso e con vita brillante, percepivano il reddito di cittadinanza. Come in tanti altri casi è la dimostrazione che spesso lo Stato non è in grado di assicurare il rispetto delle regole. E allora viene anche il sospetto che siano sbagliate le regole insieme al sistema di controllo. Tutto da rifare.

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