Bologna, 22 luglio 2021 - Nei giorni scorsi mi è capitato più di una volta di rimanere incastrato nel traffico del nodo di Bologna, che come sempre nel periodo estivo diventa improponibile col grande flusso di veicoli diretti al mare. Inoltre ho visto che a causa lavori anche altre parti d’Italia hanno subito disagi in ampie aree autostradali. Spero che almeno per Bologna il problema sarà risolto in tempi brevi con il famoso Passante.

Gian Battista Rimondi, Bologna

Risponde il condirettore del Carlino, Beppe Boni

Meglio mettere subito le carte sul tavolo. Il Passante di Bologna con ogni probabilità non risolverà il problema del traffico che da anni si infila nel percorso accanto alla città come in un imbuto sempre più stretto. Serviva una bretella esterna soprattutto per il flusso dei mezzi pesanti che intasano stabilmente tangenziale e autostrada e invece si è scelto con enormi ritardi dovuti alle baruffe della politica e alla lentezza della burocrazia di allargare l’attuale percorso. Come curare una polmonite grave con una pastiglia di aspirina. La miopia della sinistra bolognese ci ha portati fin qui. I cantieri dureranno almeno quattro anni e anche se la viabilità sarà garantita, come afferma l’amministrazione comunale, è meglio prepararsi ad una mole di disagi disastrosa. E non ci vuole il Mago Otelma per capire che se tutte le grandi città, italiane ed europee, deviano il traffico fuori dai centri urbani, un motivo logico ci sarà. Bologna ha scelto in modo scellerato di tenersi il traffico e l’inquinamento conseguente accanto al polo urbano. E contestualmente la rete dei mezzi pubblici, treni e bus, non è adeguata alle esigenze di una città che è cresciuta in modo esponenziale. Scommessa: fra dieci anni il Passante - aspirina sarà insufficiente. Ancora una volta la rete delle istituzioni che gravita su Bologna non è stata capace di ragionare in grande.

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