Bologna, 18 ottobre 2020 - Il mio anziano zio è stato derubato in casa da un vigliacco travestito da tecnico Hera che simulando un finto incendio nelle tubature del gas, è riuscito ad entrare in casa rubando quel poco che gli restava nonché la sua amatissima collezione di monete. Dico quel poco che gli restava perché altri ladri ben più astuti avevano già banchettato abusando della fiducia di un povero anziano. Mi riferisco al fallimento di una banca che non si sa come è riuscita a rifilare le sue azioni ad un ottantenne semi analfabeta. Ecco, a questi ladri di denari e dignità voglio raccontare la provenienza del loro bottino: mio zio ha perso il padre in guerra, ancora bambino si è trovato disperato e senza niente con una mamma che cercava di fare il possibile per sopravvivere insieme ai suoi figli.E' andato a lavorare a 13 anni in falegnameria e quella sordità che vi ha avvantaggiato nella truffa è dovuta al rumore assordante che, bambino, ha dovuto sopportare al lavoro. Il suo primo misero guadagno l'ha depositato proprio a 13 anni in quella banca  nella quale riponeva cieca fiducia e che è stata la Sua banca per una vita. A voi che rubate fiducia, ricordi e risparmi dei più deboli, ecco non posso far altro che augurarvi che assieme al vostro bottino vi arrivino anche le disgrazie e le immense sfortune di chi avete derubato
Cristina Medici

 

Risponde il condirettore de 'il Resto del Carlino', Beppe Boni

Il furto o la truffa agli anziani e alle persone fragili meriterebbero di essere codificati come reati specifici dal codice penale. Con pene severe e clamorose. Chi deruba una di queste persone commette un gesto più grave di una rapina, più scellerato di una aggressione a mano armata.
Il rapporto con le banche è un'altra storia, difficile da valutare se non si conoscono tutti i dettagli, e non si tratta di un reato anche se a volte si possono verificare comportamenti controversi. Purtroppo invece di ruberie e raggiri agli anziani sono piene le cronache, ma troppo spesso i ladri entrano in carcere con la porta girevole. Una volta dentro escono in breve tempo. E ricominciano impuniti. Ve lo dice qualsiasi esponente delle forse dell'ordine. Ovviamente a taccuino chiuso e microfono spento. Qualcuno chiede di inasprire il codice penale. Può anche essere una soluzione. Intanto accanto all'applicazione della legge attuale serve anche il buonsenso giuridico che, attraverso il margine di interpretazione possibile, consente di punire i vigliacchi (oltre che delinquenti) di turno in modo severo. Cominciamo da qui.


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