Durante la trasmissione “Che tempo che fa”, l’ex Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora si dichiara omosessuale aggiungendo: “Ora sarò più felice. Più libero. In politica questo è un tema usato per ferire…”. A me pare che alle soglie del 2022 dover dichiarare pubblicamente il proprio orientamento sessuale, quasi togliendosi un peso morale, sia inconcepibile. Proprio perché non c’è da giustificare nulla. Agli
altri neppure deve interessare la nostra vita privata, anzi sono tenuti a restarne fuori perché spesso penalmente perseguibili. Le persone vanno giudicate per come si comportano non da orientamento sessuale, colore della pelle, religione od altri stupidi motivi di presunta discriminazione. Così come chi ne è vittima deve imparare a difendersi dall’ignoranza e denunciare. Viviamo in una società, sotto certi aspetti, fintamente libera. Quindi chi è vittima di discriminazioni o classismo si difenda, i mezzi giuridici ci sono anche senza il Ddl Zan. Impariamo a rispettare e soprattutto non etichettare se vogliamo evolvere moralmente e come società.
Cristian Carbognani, S. Ilario d’Enza (Reggio Emilia)