Il maestro Zagnoni per il Nettuno (foto Schicchi)
Il maestro Zagnoni per il Nettuno (foto Schicchi)

Bologna, 6 giugno 2015 –  Lunedì 8 Giugno, in occasione dell’ultimo appuntamento con il “Ciclo Beethoven”, la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna ha deciso di dedicare questo concerto a uno dei simboli della nostra città: il Nettuno.

Il quinto concerto della FTCB, infatti, che vedrà protagonista Angela Hewitt, una delle pianiste più conosciute a livello mondiale e che sarà diretto dal Direttore artistico della FTCB Hirofumi Yoshida, verrà preceduto da un brindisi offerto da il Resto del Carlino nel foyer al piano interrato del teatro.

Nel corso di tutta la serata, nel foyer del primo piano, il pubblico avrà la possibilità di contribuire alla raccolta fondi a favore del restauro del Nettuno: potrà ricevere in omaggio il vino celebrativo dei 130 anni de il Resto del Carlino a fronte di un’offerta minima di 20 euro. 

Durante la serata, il Presidente della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, Giorgio Zagnoni consegnerà al direttore de il Resto del Carlino Andrea Cangini un assegno del valore di 5.000 euro come tangibile contributo al restauro del Nettuno.

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Giorgio Zagnoni e il Nettuno sono legati da una scommessa: all’inizio della campagna abbonamenti della Filarmonica del teatro Comunale, di cui è presidente, aveva lanciato la seguente sfida: «Se vengono raggiunti gli 800 carnet faccio il bagno nella fontana del Gigante». «Ma quando ho cominciato a vedere che la quota era raggiungibile (la vendita si è chiusa a 765) – spiega oggi –, ho cercato di evitare la vendita di interi pacchetti, privilegiando i singoli tagliandi proprio per non fare il tuffo promesso, ma magari solo un pediluvio». Scherzi a parte, la bolognesità dell’istituzione che guida viene ora sottolineata e ribadita dal gesto filantropico a favore del restauro che lo porterà a firmare un assegno da cinquemila euro: «Lo consegneremo al vostro direttore Cangini nel corso dell’ultimo concerto della stagione che terremo lunedì al Manzoni, dando inoltre la disponibilità per una vendita al pubblico di vino celebrativo dei 130 anni della testata, i cui proventi andranno devoluti allo stesso scopo».
Come avete deciso di schierarvi a favore del salvataggio?
«Siamo bolognesi fino alla punta dei capelli e quindi sensibili al richiamo di questo simbolo cittadino. Non navighiamo nell’oro ma, ritenendoci una realtà importante della città, non abbiamo potuto restare indifferenti all’appello».
La vostra attività 2015 sta per concludersi. Che cosa avete in programma prossimamente?
«La prima e più importante iniziativa è il corso di formazione-lavoro che terremo a Porretta dall’11 al 19 luglio. Entro il 22 giugno diplomati e studenti di conservatorio under 30 possono iscriversi all’esame che terremo al Manzoni per selezionare coloro che accederanno poi alle lezioni delle prime parti dell’orchestra. Con noi ci sarà anche la Senzaspine, i cui membri si perfezioneranno ma suoneranno anche nei tre concerti sinfonici che in quella settimana offriremo alla città che ci ospita. Poi, alla fine del master, la ricompensa saranno regolari contratti di lavoro per i nostri impegni».
Lunedì terminerà la stagione dedicata al pianismo di Beethoven. Nel 2016 a chi dedicherete il ciclo?
«Siamo orientati a non privilegiare uno strumento ma a spaziare nel grande sinfonismo romantico ottocentesco. Però siccome per contratto dobbiamo aspettare le date della stagione del Comunale che non sono arrivate, la nostra programmazione, i direttori e gli interpreti dobbiamo ancora definirli. Ma ormai mi sono abituato a stilare la stagione in un mese o poco più».
L’avvento alla vostra direzione artistica di Hirofumi Yoshida ha stabilito un proficuo contatto con il suo personale mecenate, mister Sawakami, la cui fondazione ha aperto un ufficio proprio di fronte al Manzoni. Che cosa significa per il vostro futuro questa scelta?
«Tra me e il magnate giapponese Sawakami, a capo di un colosso bancario e assicurativo, si è instaurato un grande feeling che è sfociato in una reciproca volontà di collaborazione».
Sawakami quando è venuto a Bologna per assistere alla Madama Butterfly ha però avuto incontri per la Scuola dell’Opera...
«Il loro principale interesse è costruirsi un’esperienza nel campo lirico che in Giappone non è molto praticato. E hanno una serie di giovani cantanti che vogliono far studiare per l’appunto qui da noi. Comunque se la collaborazione si allarga anche al Comunale non ne siamo affatto gelosi».
Con la nuova governance di Largo Respighi che rapporti avete instaurato?
«Collaborare rappresenta un vantaggio per tutti. Siamo un’orchestra del Comunale, il nostro borderò va a loro. E, come l’anno scorso, anche quest’anno andremo in Giappone in loro vece, ma senza il coro».

di Lorella Bolelli

 

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