Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica (Foto Mario Carlini / Iguana Press)
Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica (Foto Mario Carlini / Iguana Press)

Bologna, 11 giugno 2015 –  Coop Adriatica impegna i suoi 48 punti vendita a Bologna e provincia per sostenere il restauro della fontana del Nettuno. «Partecipare al crowdfunding, la raccolta fondi lanciata per salvare uno dei simboli della città e della sua bellezza, è per noi un dovere», afferma Adriano Turrini, presidente di Coop Adriatica.

L’iniziativa messa in campo – che coinvolge fornitori e soci – si spalma su un arco di tre mesi. «Dal primo luglio a fine settembre – spiega Turrini – a una serie di prodotti freschi e freschissimi confezionati applicheremo un bollino ad hoc». E si spiegherà a soci e consumatori «che, acquistando i prodotti indicati, contribuiranno al restauro del Nettuno, di cui sarà fornita anche una breve storia». In più, Coop Adriatica inviterà i propri soci «a partecipare autonomamente alla raccolta fondi», utilizzando i conti correnti aperti dal Carlino (per le piccole donazioni, possibili anche on line dal sito www.ilrestodelcarlino.it/bologna) e dal Comune (per le grandi donazioni, che godono dei benefici fiscali previsti dall’Art Bonus).

Coop Adriatica destinerà «una percentuale importante» degli incassi dei prodotti ‘segnati’. «In tre mesi di campagna – calcola Turrini – contiamo arrivare a una donazione di 20mila euro. Ma potrebbero essere di più». A fine settembre si farà il punto dell’iniziativa. «E poi decideremo se andare avanti». I punti vendita coinvolti nell’iniziativa saranno 48, fra iper, super e piccoli negozi di Bologna e provincia. I prodotti interessati – che saranno reperibili in tutte le 48 strutture – dovrebbero essere una decina, fra pasticceria e ortofrutta. «Ma la definizione esatta è allo studio in questi giorni – afferma Turrini –: sarà una scelta fatta insieme con i nostri fornitori».

La fontana del Nettuno è fra i primi ricordi di Turrini, nato a Crespellano. «Da bambino – racconta –, quando mia madre mi portava a Bologna, non mancava mai una puntata in piazza Maggiore e sotto il Nettuno. Luogo che poi ho frequentato anche da studente». Il costo del restauro della fontana è stato stimato in 7-800mila euro dal Comune (che ne ha stanziati 200mila). L’intervento – a 25 anni di distanza dall’ultimo restauro – riguarderà non solo i bronzi del Giambologna, ma anche i marmi della vasca e del piedistallo, l’impianto idraulico (che dà acqua a 90 cannelle, oggi quasi tutte spente) e quello di illuminazione.

di Luca Orsi

 

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