Il Papa tra i fedeli a Loreto (AP)
Il Papa tra i fedeli a Loreto (AP)

Loreto (Ancona), 25 marzo 2019 - Tutte le campane della Marche suonano a festa, all'unisono, per abbracciare il Santo Padre che, terminato l'Angelus e pellegrino tra i pellegrini, attraversa la folla festante in attesa da ore. E' piena di emozioni la giornata marchigiana di Papa Francesco: dalla firma del documento per i giovani all'abbraccio ai malati, dal richiamo al matrimonio uomo-donna al bagno di folla per le via di Loreto. 

"Grazie dalla vostra calorosa accoglienza", è l'esordio del Papa (foto) arrivato sul sagrato davanti ai 10mila fedeli in piazza, subito ricambiato con un applauso affettuoso e da cori da stadio (video). "Siamo felici che lei sia qui, felici di accoglierla e di ascoltarla. Ci sono soprattutto gli ammalati, le famiglie e anche i terremotati che attendono ancora una casa", l'ha accolto l'arcivescovo delegato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, che ha anche ringraziato gli oltre 300 volontari.

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La carezza ai malati

Bergoglio nel suo Angelus ha parlato della centralità della famiglia fondata sul matrimonio, di umiltà, di accoglienza e di rispetto. Ma il momento più intenso della mattinata trascorsa a Loreto è certamente stato il lungo incontro con i malati, avvenuto nel Santuario, dopo la messa e la firma dell'esortazione post-apostolica, avvenuta - piccolo fuori programma - all'interno della Santa Casa. L'abbraccio di Bergoglio ai sofferenti è un susseguirsi di baci, carezze, piccoli regali a chi oggi compie gli anni, ma anche di ricezioni di doni da parte dei fedeli (c'è chi consegna lettere, chi anche oggetti), che il Papa accoglie con un sorriso sincero e pieno di partecipazione. Nella concitazione c'è anche un bimbo che corre ad abbracciarlo. Bergoglio si sofferma con ciascuno, trova una parola per tutti, a molti impone la mano sul capo o segna la fronte con una croce. Anche in piazza, le prime tre file prime davanti al sagrato sono riservate a delegazioni di giovani, ammalati e detenuti. Le autorità sono dietro.

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I giovani

Tanti i passaggi memorabili dell'Angelus pronunciato in piazza della Madonna. Bergoglio ha sottolineato che "la Santa Casa, oasi di silenzio e di pietà, è la casa dei giovani (video), perché qui la Vergine Maria, la giovane piena di grazia, continua a parlare alle nuove generazioni, accompagnando ciascuno nella ricerca della propria vocazione. Ed ecco perché ho voluto firmare qui l'esortazione apostolica frutto del Sinodo dedicato ai giovani. Si intitola 'Christus vivit - Cristo vive'". Occorre essere pronti e disponibili ad ascoltare ed accogliere la voce di Dio - ha poi proseguito -, che non si riconosce nel frastuono e nell'agitazione".

"La famiglia è fondata sul matrimonio"

"Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un'importanza e una missione essenziali - ribadisce papa Francesco -. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l'insostituibilità a servizio della vita e della società".

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"Basta aridità"

"C'è bisogno di persone semplici e sapienti, umili e coraggiose, povere e generose. Insomma, persone che, alla scuola di Maria, accolgono senza riserve il Vangelo nella propria vita - è un altro brano dell'Angelus di Bergoglio -. Così, attraverso la santità del popolo di Dio, da questo luogo continueranno a diffondersi in Italia, in Europa e nel mondo testimonianze di santità in ogni stato di vita, per rinnovare la Chiesa e animare la società col lievito del Regno di Dio". "La Vergine Santa aiuti tutti, specialmente i giovani, a percorrere il cammino della pace e della fraternità - ha proseguito - fondate sull'accoglienza e sul perdono, sul rispetto dell'altro e sull'amore che è dono di sé", ha invocato Francesco prima della recita dell'Angelus.

"Loreto aperta di sera"

"Penso a Loreto come a un luogo privilegiato dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione, alla scuola di Maria. Auspico perciò - ha proseguito - che sia rilanciato il Centro Giovanni Paolo II a servizio della Chiesa in Italia e a livello internazionale, in continuità con le indicazioni emerse dal Sinodo". Bergoglio ha anche chiesto ai Cappuccini, che aveva poco prima ringraziato per il loro servizio soprattutto nei confessionali, di estendere l'orario di apertura del santuario "al tardo pomeriggio e alle prime ore della sera, quando i giovani possono entrare a pregare".

"I malati stiano in famiglia"

Il santuario di Loreto è anche la casa del malato, ha ricordato Bergoglio, appena uscito dal commevente abbraccio in basilica. "La malattia ferisce la famiglia e i malati devono essere accolti dentro la famiglia - ha ricordato -. Per favore non cadiamo nella cultura dello scarto che viene proposta da molteplici colonizzazioni ideologiche. Ecco perché il santuario della Santa Casa è simbolo di ogni casa accogliente e santuario degli ammalati. Da qui invio ad essi, tutti, ovunque nel mondo, un pensiero affettuoso e dico loro: voi siete al centro dell'opera di Cristo, perché condividete e portate in maniera più concreta dietro a Lui la croce di ogni giorno. La vostra sofferenza può diventare una collaborazione decisiva per l'avvento del Regno di Dio".

La messa e l'esortazione

Papa Francesco ha celebrato la messa (video) nella Santa Casa, un evento che non avveniva più da 162 anni: l'ultimo a celebrarvi la messa era stato Pio IX nel 1857. Dopo la celebrazione, ha firmato l'Esortazione apostolica dedicata ai giovani. Ha vergato la sua sigla sul documento appoggiato sull'altare dinanzi alla veneratissima immagine della Madonna nera, all'interno della Santa Casa (con un piccolo cambio di programma). Il Papa, sempre all'interno della Casa, ha poi consegnato il documento, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, all'arcivescovo delegato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin. Il documento sarà pubblicato il 2 aprile, il giorno dell'anniversario della morte di Giovanni Paolo II. "Si intende quindi legare due Pontefici così amati da varie generazioni", spiega la Santa Sede.

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Il pranzo

Al termine dell'Angelus, il Papa è andato a pranzo: il menu per le 36 persone, tra cardinali e vescovi, e per i 12 ospiti nella sala attigua, è stato affidato al ristorante dei pellegrini e agli studenti di alcune classi dell’alberghiero Einstein-Nebbia di Loreto. Ecco il menu: risotto con asparagi e guanciale, guanciale di vitello con tortino di patate e fave, tortino di cioccolato e pera con salsa alla vaniglia, macedonia di frutta fresca, caffè e anice. Pochi minuti prima delle 14, Bergoglio è uscito da palazzo illirico e, dopo avere salutato (video) per l'ultima volta i fedeli in attesa, è salito sull'auto che lo ha riportato alla piana di Montorso, dalla quale è decollato l'elicottero che l'ha riportato a Roma.

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La lunga mattinata marchigiana di Bergoglio era iniziata con l'atterraggio del Papa (foto) al Centro giovanile Giovanni Paolo II in località Montorso, alle 8,30. Lungo il volo da Roma, l'elicottero si era abbassato ad Amandola, per salutare i tanti fedeli che lo attendevano. Intanto, in piazza della Madonna impazzano i canti e balli in spagnolo dei fedeli (video) che hanno accolto con applausi fragorosi il sorvolo dell'elicottero papale. "Ti vogliamo bene", "Tu sei Pietro", "Viva il Papa", sono alcuni degli striscioni esposti.