Loreto (Ancona), 24 marzo 2019 - Trecento persone stanno lavorando da settimane a testa bassa per accogliere il Pontefice lunedì 25 marzo. Tutti volontari. Forse la storia più particolare è quella di due ragazzi, Maria Beatrice e Francesco. «Per noi è stato un onore e un’emozione unica girare quel video». Con la luce negli occhi Maria Beatrice Alessandrini Socci, 22enne loretana che fa parte del grande gruppo della Pastorale giovanile, e Francesco Tota, 31 anni, anche lui nella Pastorale ma della vicina Diocesi di Macerata, raccontano della loro esperienza.

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Insieme hanno fatto da conduttori a un breve video divulgato dalla Delegazione pontificia, percorrendo le stesse tappe che il pontefice calcherà lunedì. «Da un’idea di monsignor Fabio Dal Cin, arcivescovo delegato pontificio, ci siamo cimentati in questa esperienza che speriamo possa mandare un messaggio forte – dicono i ragazzi -. Siamo in fibrillazione già dal momento in cui abbiamo appreso del suo arrivo. Eventi simili servono per rinfrescare la fede».

Francesco ha aggiunto: «E’ importante però che la visita non rimanga un «fuoco d’artificio». L’arrivo del Papa serve per ricaricare le pile, per tornare nel proprio ambiente arricchiti. La lettera che sarà firmata funge da base per partire».

Due ragazzi che in rappresentanza di tanti altri si sono sentiti loro stessi di lanciare un messaggio a papa Francesco: «Chiediamo al pontefice che continui a parlarci con la stessa autenticità che usa e che ha fatto breccia fin da subito in ognuno di noi. Chiediamo che continui a spronarci a intraprendere azioni audaci, a parlare di Gesù ovunque, per non farci essere o diventare, come ha detto il Papa stesso, «giovani da divano». Che ci dia insomma la forza per portare avanti tutto questo».

Beatrice e Francesco assieme a tanti altri ragazzi stanno preparando striscioni e lenzuoli con scritte di benvenuto: «Pensavamo di scrivere «Come Maria, noi diciamo il nostro Sì» in un grande striscione».