Papa Wojtyla ha fatto vista 12 volte al territorio marchigiano (foto Antic)
Papa Wojtyla ha fatto vista 12 volte al territorio marchigiano (foto Antic)

Loreto (Ancona), 24 marzo 2019 - E' speciale il legame tra il Vaticano e Loreto. E non solo perchè il territorio a sud di Ancona è scrigno di cristianità e di devozione mondiale, grazie alla presenza della Santa Casa e del suo più alto significato. C’è qualcosa di più profondo che lega il Papa a Loreto. Basti pensare che proprio la città mariana fu meta dell’ultima visita pastorale di Giovanni Paolo II prima della morte. Era il 5 settembre 2004. Nella piana di Montorso erano raccolte ad attendere il pontefice migliaia di persone per il pellegrinaggio mondiale dei ragazzi dell’Azione cattolica.

Approfondimento Il nostro speciale sulla visita del Papa a Loreto - Il programma della visita di Bergoglio

Dal 1962 a oggi sono state tante le visite papali nella terra santa marchigiana. La prima, indimenticabile, fu quella di Papa Giovanni XXIII. Il Papa buono arrivò a Loreto il 4 ottobre 1962. Lo storico viaggio è stato definito, il primo compiuto da un Papa fuori Roma dopo circa un secolo e alla vigila dell’apertura del Concilio.

Papa Roncalli volle recarsi proprio a Loreto per affidare quell’importante evento alla Madonna custodita nella Basilica, che definì «sintesi mirabile di tutti i santuari del mondo». Una folla straripante era pronta ad accoglierlo, assieme all’allora presidente della Repubblica Antonio Segni, al capo del governo Amintore Fanfani e a molte autorità ecclesiastiche, civili e militari in una piazza antistante la basilica gremita di fedeli esultanti. Il pontefice sostò in preghiera nella Santa Casa e pronunciò un discorso ispirato al mistero dell’incarnazione, alla famiglia e al lavoro.

L'ultima visita in ordine temporale è stata esattamente cinquant’anni dopo, quella di papa Benedetto XVI, esattamente il 4 ottobre 2012, anticipata da altri due viaggi, nel 2007, il primo da Papa in città per presiedere la celebrazione dell’Agorà dei giovani italiani e di quelli di alcuni Paesi esteri, e nel 2011 nel capoluogo dorico per prendere parte al congresso eucaristico nazionale.

Una folla composta da oltre trecentomila fedeli ha accolto e ascoltato papa Ratzinger con grande gioia mentre officiava la funzione religiosa dal palco dell’area Fincantieri. Da pontefice è stato il primo nella storia di Loreto a celebrare la santa messa all’aperto nel 2012, sul sagrato della basilica della Santa Casa nella centralissima piazza della Madonna.

San Giovanni Paolo II è stato invece il Papa che ha messo piede più volte sul suolo loretano e marchigiano in genere: fece tappa per ben 12 volte. La prima visita fu a meno di un anno dall’inizio del Pontificato, l’8 settembre 1979, quando visitò Loreto e Ancona. Tornò nella città mariana nel 1985 poi di nuovo nel 1994 e nel 1995 per la Giornata mondiale della gioventù con 400mila giovani ad attenderlo a Montorso. Fu un evento di portata mondiale e straordinaria. Per la prima volta un Papa arrivava a Loreto e incontrava una folla oceanica di giovani in un luogo creato ad hoc per un evento destinato a cambiare i tempi.

Un’occasione che arrivò in un periodo storico particolarmente complesso. Loreto e le Marche si affacciano sull’Adriatico e dall’altra parte del mare c’era un altro mondo alle prese con guerra e disperazione. Dalla piana di Montorso i giovani urlarono al Papa, lo supplicarono di intervenire per Sarajevo: «Non lasciateci soli, non abbandonateci» dissero i ragazzi bosniaci. Il Pontefice non li lasciò mai soli: «Come vorrei essere in mezzo a voi, giovani di Sarajevo e della ex Jugoslavia». Wojtyla tornò ad Ancona nel 1999 quando incontrò i malati all’ospedale di Torrette e pochi mesi prima della morte rimise piede a Loreto per il suo 250esimo e ultimo viaggio apostolico, nel 2004, con migliaia di persone raccolte nella piana di Montorso.

Per Papa Francesco sarà la seconda visita nelle Marche dopo quella che colse tutti di sorpresa nel 2016 ad Arquata, terra dilaniata dal sisma. E avrà valenza ancor più profonda per il rimando ai giovani e alla fede ma anche perché il culto della Madonna nera è stato portato nel mondo dai padri gesuiti.