Direttiva europea Case Green, cos'è e cosa prevede: facciamo chiarezza

UE / Il piano che punta all'efficienza energetica delle nostre abitazioni

Mauro Grazia, consulente Confabitare

Mauro Grazia, consulente Confabitare

La cosiddetta direttiva sulle Case Green, Energy performance of buildings directive (Epbd), è stata approvata dal Parlamento europeo lo scorso 12 marzo, ha ottenuto il via libera da parte dell’Ecofin lo scorso 12 aprile ed è stata pubblicata l’8 maggio la nella Gazzetta Ufficiale dell’UE; il provvedimento entrerà in vigore il 28 maggio e da quel momento i Ventisette Stati Membri avranno 24 mesi (due anni) di tempo per recepirla e quindi adeguarsi alle norme stabilite dall’Unione Europea volte ad avere entro il 2050 la neutralità climatica (cioè sistema immobiliare a emissioni zero). La Direttiva approvata ha obblighi meno stringenti rispetto alla versione originaria ed è il frutto del compromesso raggiunto tra i vari Stati Membri, i quali, nell’arco dei due anni dovranno predisporre dei piani nazionali di rinnovamento degli edifici che abbiano come obiettivo le emissioni zero entro il 2050, con step intermedi obbligatori. Obiettivo della direttiva è quello di promuovere il miglioramento della prestazione energetica degli edifici e la riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra provenienti dagli edifici per ottenere un parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050. In base a quanto previsto dal provvedimento si prevede:  • per gli edifici residenziali non di nuova costruzione, i Paesi Membri dovranno adottare misure per garantire una riduzione dell’energia primaria media utilizzata di almeno il 16% entro il 2030 e di almeno il 20-22% entro il 2035; • per gli edifici non residenziali, gli Stati Membri dovranno ristrutturare il 16% degli immobili con le peggiori prestazioni entro il 2030 e il 26% entro il 2033, introducendo requisiti minimi nazionali di prestazione energetica da rispettare per tutto il settore dell’edilizia. Il 55% di tale riduzione dovrà conseguirsi tramite la ristrutturazione del 43% degli immobili con le prestazioni peggiori; • i nuovi edifici residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2030; • mentre i nuovi edifici non residenziali dovranno essere a zero emissioni dal 2028 con esenzioni quali gli edifici vincolati, le strutture religiose e quelle adibite alla difesa; • dal 2025 saranno vietati gli incentivi fiscali per caldaie che utilizzano combustibili fossili; Considerando che nel Parlamento di Strasburgo tutti i partiti italiani che compongono il Governo in carica hanno votato contro, diventa molto difficile prevedere cosa conterrà la legge italiana di recepimento della Direttiva. Sottolineo due punti a mio parere importanti: • il testo approvato misura i suoi obiettivi a partire dal 2020, comprendendo così gli effetti positivi nel calcolo della riduzione dei consumi ottenuta con il super bonus; • non vengono considerate le classi energetiche dei singoli edifici ma la riduzione media dei consumi di energia. Nel prossimo inserto entreremo più nel dettaglio. Mauro Grazia Consulente Confabitare