GIULIANO PASQUESI
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Funghi e mirtilli, la montagna è da gustare

E’ già iniziata la raccolta dei porcini: oltre 50 rivendite dove acquistare i tesserini obbligatori. Per l’oro nero, un altro mese di attesa

Funghi e mirtilli, la montagna è da gustare

Funghi e mirtilli, la montagna è da gustare

di Giuliano Pasquesi

L’Appennino modenese offre pregiatissimi prodotti naturali come i funghi porcini detti ‘re del bosco’ e i mirtilli selvatici chiamati ‘oro nero’. Prodotti che, da un lato impreziosiscono le passeggiate ambientali dei turisti e, dall’altro lato, danno reddito a centinaia di famiglie montanare. E’, infatti, dagli anni ‘60 che i funghi hanno smesso di essere considerati cibo dei poveri (si diceva ‘fare le nozze coi funghi’ per indicare il massimo della parsimonia) e divennero una ricercata specialità. E’ però iniziata una contrapposizione dei residenti con le migliaia di raccoglitori dalle zone collinari e di pianura che giungono sempre più numerosi nei boschi della zona. Per cercare di limitare danni ambientali, nei sette comuni compresi nel Parco del Frignano (Fanano, Fiumalbo, Frassinoro, Montecreto, Pievepelago, Riolunato, Sestola) vigono precise regole di salvaguardia e raccolta, estese a zone vicine.

Per la raccolta dei funghi è necessario munirsi (nelle oltre 50 rivendite autorizzate) di tesserini obbligatori. Per i non residenti c’è la possibilità di acquistare i tesserini giornalieri, settimanali e semestrali online direttamente sul sito dell’Ente Parchi Emilia Centrale. I prezzi dei tesserini annuali prevedono agevolazioni per i residenti nelle aree a parco e nei comuni montani. Agevolazione anche per i non residenti ma proprietari di seconde case nei comuni del Parco del Frignano, che possono usufruire del tesserino semestrale ridotto.

I proprietari che consentono la libera raccolta di funghi nei Comuni delle Unioni del Frignano e del Distretto Ceramico (con minimo 5 ettari vocati) accedono a convenzioni con tesserino gratuito. L’elenco delle rivendite e tutte le informazioni di dettaglio sulle tipologie di tesserini, costi, giornate di raccolta e quantitativi, oltre alla norma per le convenzioni dei proprietari, si trovano sul sito dell’Ente Parchi Emilia Centrale. Se per i funghi la raccolta 2023 è già iniziata (col culmine circa a settembre), quella dei mirtilli deve attendere il ‘via libera’ degli esperti del Parco del Frignano in base ai livelli di maturazione; solitamente inizia tra l’ultima settimana di luglio e la prima di agosto, ad eccezione delle aree a protezione integrale.

La produzione di mirtillo nero, che abbraccia tutto il crinale dell’Appennino modenese, è stimata in oltre 6mila quintali all’anno. Intere famiglie appenniniche da decenni ne hanno un’importante integrazione al reddito familiare, tramandandosi le tecniche di raccolta.

La regolamentazione dell’Ente Parchi consentirà la raccolta tutti i giorni dalle ore 6 alle 20 (sempre e solo del prodotto giunto a maturazione) e sarà permessa, a livello giornaliero e senza alcuna autorizzazione, nel limite di 1 chilogrammo per tutti e fino a 5 chilogrammi per i residenti nei comuni del Parco. Con un’autorizzazione ’una tantum’ giornaliera dal costo di 10 euro è inoltre possibile per i residenti raccogliere fino a 20 chilogrammi per autoconsumo. Autorizzazioni a fini economici vengono rilasciate a residenti da almeno 5 anni iscritti allo specifico ’Albo dei raccoglitori’.

Come gli altri anni, i controlli sul rispetto delle norme di raccolta saranno particolarmente severi, svolti a livello interforze dalle Guardie del Parco in collaborazione con Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale e Polizia Municipale dei comuni interessati. Per tutelare i consumatori da eventuali sofisticazioni, da alcuni anni c’è un marchio specifico di tutela del mirtillo nero, voluto dalla Camera di Commercio di Modena, da cui deriva una severa normativa alla quale tutti i produttori devono attenersi.