MATTEO GIANNACCO
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Una pinta a km 0 tra le montagne I birrifici artigianali che non ti aspetti

L’inglese Steve Dawson ha dato vita al ’White Dog’, la coppia tedesca Gabi e Heinz al B&B ’Casa Gigli’ .

Una pinta a km 0 tra le montagne  I birrifici artigianali che non ti aspetti

Una pinta a km 0 tra le montagne I birrifici artigianali che non ti aspetti

di Matteo Giannacco

Una pinta di birra è un pasto da re, parola di William Shakespeare. Nonostante ciò, almeno in Emilia-Romagna, la birra non è mai stata un prodotto particolarmente ricercato, trovandosi a fare ‘concorrenza’ a vini e liquori che vantano storie e tradizioni secolari. Anche se pare fossero già venti le birre disponibili sul mercato dell’antica Babilonia e sia greci che romani apprezzavano questa bevanda, in Italia la ‘cultura’ della birra è stata a lungo scarsamente sviluppata. Negli ultimi anni la passione degli ‘homebrewers’ è cresciuta, anzi maturata, portando alla nascita di piccole aziende che dedicano la loro passione e maestria a produrre e commercializzare birre artigianali di alta qualità, in particolare nel territorio dell’Appennino. Qui sono disponibili cereali, acqua e luppolo – materie prime della birra – con caratteristiche uniche, capaci di esprimere dei veri e propri ‘terroir’ come per i migliori vini. Ne sono esempio alcune esperienze di successo come quella del micro birrificio ‘Beltaine’ di Granaglione (sulle colline bolognesi), nato nel 2004, che ha ‘creato’ una serie di birre di castagna assai apprezzate. E in Appennino Modenese? Ad oggi sono 4 i birrifici ufficiali che operano sulle nostre montagne. Si tratta di piccole realtà artigianali, che coraggiosamente hanno avviato la propria produzione su un territorio spesso marginale e poco servito. Con risultati sorprendenti, sia in termini di qualità delle birre proposte sia per la risposta del mercato, in crescita. Abbiamo fatto un ‘viaggio’ per voi andandoli a conoscere un po’ più da vicino, provando a raccontarvi cosa li contraddistingue e chi sono i loro ’maestri dell’orzo’.

WHITE DOG (Guiglia)

In ordine di ‘altezza’ (siamo a 400 metri sul livello del mare) e anche per l’anno di fondazione (2004) il birrificio White Dog di Guiglia è il primo che presentiamo. Nasce dall’impegno di Stephen ’Steve’ Dawson, originario di Brighton, instradato alla devozione per le Real Ales da suo padre. Il ‘mastro birraio’, sentendo la mancanza delle birre tipiche del suo paese d’origine, cominciò a produrre tradizionali ‘ale’ della Gran Bretagna in questo splendido angolo delle colline modenesi. Da allora la famiglia mantiene e produce l’autentica birra artigianale non pastorizzata, non filtrata e rifermentata, sia in fusto che in bottiglia. La specializzazione sono le ‘ale’, ovvero birre ad alta fermentazione. Solo ingredienti naturali creano le ‘White Dog’: malto d’orzo prevalentemente di produzione propria, luppolo, acqua e lieviti selezionati.

Dieci le birre in produzione: dalle white IPA (Mad Mama) alle golden ale (Yellow Fever); dall’American pale ale (Boot Hill) alle birre scure: black IPA (Django Sguinzagliato); stout (TDS); porter (Porter Wagoner).

BIRRAMANTE (Serramazzoni)

Salendo un po’, appena sotto Serramazzoni, dal 2016 è attivo il birrificio ’Birramante’, creazione di Alessandro Sirotti e Fulvia Bicocchi. Alessandro, homebrewer già da diversi anni, nel tempo libero ha frequentato corsi avanzati di specializzazione per la produzione brassicola presso la Dieffe di Padova. A fine 2018 sono iniziati i lavori di ristrutturazione del vecchio caseificio che hanno rilevato in zona ’La Rimessa’ a San Dalmazio di Serra, terminati nel 2020 con l’apertura del brewpub. Attualmente il birrificio produce 20 tipologie di birre diverse, dalle alte alle basse fermentazioni. ‘Birramante’ può contare su un’acqua di qualità eccellente e rielabora artigianalmente molti classici della tradizione. Gli amanti della birra, qui, sono davvero a casa. Nel catalogo, i cui nomi sono tutti dedicati a coppie ‘mitologiche’ della storia ci sono anche una altbier (Titiro & Odina), una ipa (Adamo & Eva), una stout (Tristano & Isotta) e una weizen (Harry & Sally). I proprietari organizzano tour guidati del birrificio ed è attivo il nuovo pub, sia all’aperto che al chiuso, dove sono disponibili le birre con la possibilità di mangiare.

APPENNINO (Palagano)

La birra ufficiale della Val Dragone, prodotta dal birrificio ‘Appennino’ è nata nel 2021.

Iniziato come un hobby e divenuto nel tempo un vero e proprio lavoro, il processo di ideazione e creazione di una birra artigianale ha tanto appassionato gli amici Lorenzo Rioli, Daniele Zordanello, Daniele Paperini, Gabriele Ferrarini e Stefano Ranuzzi da spingerli a compiere un passo importante creando questo giovane ‘marchio’ e fondando un birrificio nel piccolo paese di Palagano. Ogni birra, sia nel nome che nell’etichetta, si lega a un particolare luogo appenninico. Il Birrificio propone: ’Cimone’ amber ale dal gusto fresco, ’Ninfa’, saison in stile belga in omaggio all’omonimo e celebre lago, ’Cusna’, ’Giovo’ e infine ’Dragone’, una fresca pils dedicata alla vallata dove è nato il giovane birrificio. Passione e spirito di intraprendenza legano i soci, motivati a valorizzare il territorio appenninico spesso trascurato, e dar vita a un vero e proprio movimento, che attraverso la birra artigianale promuova eventi e manifestazioni.

B&B CASA GIGLI (Riolunato)

Nell’alto Appennino Modenese, invece, troviamo forse il birrificio più piccolo d’Italia, fondato da Gabi e Heinz, i padroni del B&B Casa Gigli. Un giorno di 20 anni fa sono partiti da Berlino per raggiungere degli amici che vivevano tra queste montagne e la loro vita è cambiata per sempre, perché lo spettacolo dell’Appennino li ha conquistati. Tempo di organizzarsi ed ecco che i due coniugi acquistano ‘Casa Gigli’, dando inizio ad una nuova avventura. Una scelta slow: dalla grande metropoli a un minuscolo borgo di pietra, dove hanno iniziato a produrre birra e vivere nella natura. Rispetto della tradizione tedesca per birre rigorosamente artigianali. Ad oggi, sono 6 le tipologie di birra prodotte in questo angolo di montagne tra Riolunato e Pievepelago. La maggior parte delle birre sono a bassa fermentazione, create sfruttando le fredde cantine della casa cinquecentesca per la stagionatura invernale. La birra viene venduta solo a Castellino, nel Biergarten con vista sul Cimone. Una birra km 0 a tutti gli effetti. Nel microbirrificio si produce ’solo’ in perfetto stile bavarese la birra ’Casa Gigli Castellino’.