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21 apr 2022

Il Covid pesa sui bilanci. Ma si investe ancora

Nell’anno della pandemia contrazioni di fatturato e utili per le imprese romagnole anche se non uguali in tutte le province

giuseppe savioli
Economia
In fondo da sinistra Filippo Urbini, Dino Berardocco, Antonio Erario, Giovanni Baldacci; davanti Silvia Gardini e Giuseppe Savioli
In fondo da sinistra Filippo Urbini, Dino Berardocco, Antonio Erario, Giovanni Baldacci; davanti Silvia Gardini e Giuseppe Savioli
In fondo da sinistra Filippo Urbini, Dino Berardocco, Antonio Erario, Giovanni Baldacci; davanti Silvia Gardini e Giuseppe Savioli

di Giuseppe Savioli

e Silvia Gardini

Giunta alla sua ottava edizione, la classifica Top 500 Romagna offre un’immediata base per il confronto delle performance fra le imprese con i più alti fatturati del territorio delle tre provincie Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Come sempre ci preme sottolineare che, per impostazione metodologica, la classifica Top 500 Romagna esclude le imprese di minori dimensioni tendendo perciò a non rappresentare adeguatamente alcuni settori di attività, come ad esempio quello turistico formato da micro-imprese spesso con una forma giuridica diversa da quella di capitali. È dunque importante evidenziare la pari dignità delle imprese che ne rimangono escluse. Altresì, è possibile che talune delle imprese di maggiori dimensioni delle provincie

romagnole non siano state incluse in questa edizione per mancanza di reperibilità dei loro bilanci presso la banca dati fonte della selezione.

Venendo agli andamenti registrati sul biennio 2020-2019, le imprese incluse in Top 500 Romagna mostrano un fatturato medio per l’anno 2020 che si attesta a 80,314 milioni di euro ed in contrazione (-5,05%) rispetto al 2019. Come evidenziato nelle precedenti edizioni, l’ammontare del fatturato presenta una distribuzione non omogenea all’interno del campione e con una variabilità molto elevata. Si passa da un fatturato massimo per il 2020 di 2,685 miliardi di euro registrati dall’impresa prima in classifica, sino al valore minimo di 13,765 milioni di euro.

Sul fronte dell’andamento degli utili – al netto dei dati anomali – l’utile medio si presenta altresì in contrazione e si attesta ad un valore di 1,320 milioni di euro nel 2020, mentre le imprese in perdita rappresentino il 16,2% del totale, in aumento rispetto all’anno precedente. Leggiamo un arresto della redditività misurata dall’indice Roe, che – al netto dei dati anomali – per il 2020 si attesta mediamente a 6,84%, mostrando una contrazione del -26,77%. Contrazioni, anche se meno intense, si rilevano altresì sugli indici Roi, che per il 2020 si attesta al 4,31% (-12%), e Ros, che per il 2020 scende al 3,66% (-10%). Dall’analisi dei dati delle singole tre provincie, è possibile leggere andamenti non omogenei. Sono le provincie di Forlì-Cesena e Ravenna a mostrare una contrazione del fatturato medio meno spiccata, rispettivamente del -0,95% e -2,79%, mentre Rimini mostra un arresto del fatturato medio più accentuata (-17,14%). Per quanto riguarda gli utili medi, le provincie mostrano andamenti molto differenziati, dovuti anche alla presenza di imprese nel campione con dati ad alta variabilità.

Per quanto riguarda l’analisi patrimoniale, le 500 imprese mostrano un capitale investito complessivo medio che passa da 79,8 a 85,9 milioni di euro nel 2020 (+7,71%) ed il patrimonio netto medio sale da 29 a 33 milioni di euro (+14,30%). Il quadro, tuttavia, sconta un rapporto di indebitamento medio in leggero peggioramento, che si attesta a 7,24 nel 2020. Osservando il dato mediano l’indebitamento tende comunque ad apparire meno consistente (2,17).

Infine, per quanto riguarda il rischio finanziario, è possibile osservare un peggioramento dell’indice di copertura degli oneri finanziari, che diminuisce (-9%), imputabile alla significativa contrazione dell’Ebitda medio (-12%).

In conclusione, il peggioramento sul fatturato è accompagnato dal medesimo trend sui principali indicatori di redditività, e prevedibili appaiono i peggioramenti altresì nel grado di indebitamento e nel rischio finanziario, a fronte di investimenti che invece mostrano nitidi segnali di resilienza[EMPTYTAG].

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