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12 nov 2021

Vasco Rossi nuovo album, 43 anni di successi e le canzoni indimenticabili

Canzoni che hanno fatto la storia e oggi esce l'ultimo album dopo due anni di silenzio forzato e sette dall’ultima produzione discografica. Dall'esordio nel 1978 con 'Silvia' a 'Siamo qui'

12 nov 2021
gloria annovi
Spettacoli
Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Vasco Rossi
Italian singer-songwriter Vasco Rossi performs on stage during a concert at Parco Ferrari in Modena, Italy, 1July 2017. More than 200 thousand of people came to attend her concert.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Vasco Rossi

Bologna, 12 novembre 2021 - Il grande ritorno di Vasco: come si riparte dopo due anni di silenzio forzato e sette dall’ultima produzione discografica?
Si riparte con un giro armonico conturbante di chitarra acustica, che anche al suo esordio, nel 1978, Vasco pizzicava sul singolo “Silvia” contenuta nel primo “…Ma cosa vuoi che sia una canzone…”. Tre accordi secchi: do, sol e fa e quella melodia di chitarra che a volte sul palco risultava quasi sghemba, come fosse ubriaca di un sogno proibito chiamato proprio “Silvia”. Vasco Rossi ritorna finalmente a calcare i palchi di stadi e arene, grazie all’uscita del suo nuovo album “Siamo qui”, anticipato dall’omonima title track, già in rotazione da giorni sui network.

L’album arriva oggi, venerdì 12 novembre nei negozi. In copertina c’è lui, sdraiato sull’asfalto, che ci guarda dritto negli occhi, con quel sorriso che vuole essere rassicurante, anche se di Vasco non intravvediamo né piedi, né mani (anzi solo una), perché la linea che separa la terra dal cielo è un cerchio.

'Siamo qui': il nuovo album di Vasco Rossi
'Siamo qui': il nuovo album di Vasco Rossi

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Disegnato sull’asfalto, a contenere in un abbraccio insolito il rocker di Zocca, che posa dritto con spalle e testa, quasi volesse sfidare quel destino che lo ha voluto lontano dal suo pubblico sino ad oggi, “imprigionato” dentro al suo satellite a causa della pandemia. Un cerchio, che indica anche la ciclicità, l’infinito, la perfezione e l’assenza di divisioni, che ormai invece primeggiano nella nostra quotidianità e società.

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Come dicevo all’inizio, quel cerchio che appare anche sulla cover del singolo “Siamo qui” (già disponibile su tutti gli stone on-line) riporta la concentrazione su quella linea melodica creata con una chitarra acustica, come se Vasco ripartisse dai suoni che usava all’inizio della sua carriera, ma credo che sia più appropriato dire che Vasco ci riporta al punto di partenza, lì, dove ci aveva lasciati qualche lustro fa. “Siamo qui, pieni di guai - canta il rocker quando la canzone si apre - A nascondere quello che sei dentro quello che hai” quasi dentro a quel cerchio di suoni Vasco avesse riposto un mantra utile a curare diversi tipi di ferite: del cuore, dell’anima, dell’isolamento, della solitudine. Questa volta non c’è un unico e distinguibile oggetto/soggetto al centro della sua canzone (come poteva essere Silvia o Jenni ai tempi del suo esordio) ci siamo tutti noi e la terminologia che usa, anche se può apparire a tratti semplice e conosciuta ai fans del Blasco, non lo è: “nasconderti”, “proteggerti”, “poveri eroi”. Tutte parole di cui in questi due anni di Covid abbiamo abusato. Che conosciamo fin troppo bene. “Puoi rispondermi, O vuoi nasconderti? O vuoi proteggerti?” chiede Vasco in questo singolo che come spesso accade nelle sue canzoni, parla con un linguaggio universale, raccontando di storie in cui, paradossalmente, si incrociano i destini di tanti, senza che abbiamo nulla in comune.

A sette anni di distanza dall’ultimo progetto “Sono innocente” (2014) e a un anno dal singolo “Una canzone d’amore buttata via”, i fans del Blasco potranno riabbracciarlo in un tour che inizierà il 20 maggio da Trento e che arriverà al Circo Massimo il prossimo 12 giugno, passando per altre 4 date già tutte sold-out. Ma virtualmente il popolo del Blasco è già tutto lì, dentro a quel cerchio di suoni in cerca di conforto e di musica liberatoria. “Siamo qui”, il prossimo 11 e 12 giugno lo grideranno dalla platea del Circo Massimo più di 100mila anime in cerca di eroi.

Il nuovo videoclip

Della canzone “Siamo qui” è stato girato un video in Puglia (località Spinazzola nelle Murge) per la regia di Pepsy Romanoff.

Tutte le date confermate ad oggi del tour di Vasco

20 Maggio 2022    Trento - Trentino Music Arena
24 Maggio 2022    Milano - Ippodromo Milano Trenno   sold out
28 Maggio 2022    Imola - Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari    sold out
03 Giugno 2022     Firenze - Visarno Arena   sold out
07 Giugno 2022     Napoli - Stadio Diego Armando Maradona
11 Giugno 2022     Roma - Circo Massimo   sold out
12 Giugno 2022     Roma - Circo Massimo    sold out
17 Giugno 2022     Messina - Stadio San Filippo
22 Giugno 2022     Bari - Stadio San Nicola     New   sold out
26 Giugno 2022     Ancona - Stadio Del Conero
30 Giugno 2022     Torino - Stadio Olimpico         

Qualche curiosità legata agli album del Blasco

Una carriera che dura da ben 43 anni e che è stata celebrata nell’estate del 2017, con il maxi concerto “Modena Park”, ad oggi il live con più spettatori paganti della storia della musica.17 album in studio, a cui bisogna però aggiungere i dischi dal vivo, i dvd, le raccolte e i singoli. Una produzione che nel 2021 si arricchisce del 18esimo album “Siamo qui” e di un tour atteso, che ripercorrerà l’intera carriera del Blasco attraverso singoli estratti dai suoi dischi più noti, quali “… Ma cosa vuoi che sia una canzone…” del 1978 (celebri “Silvia” e “Jenny è pazza”) o “Siamo solo noi” del 1981, che contiene anche “Brava” e “Valium”. E ancora, “C’è chi dice no” del 1987, con le sue indimenticabili “Vivere una favola”, “Brava Giulia”, “Lunedì” o “C’è chi dice no”.

Ma nei live di Vasco non manca mai anche una versione di “Liberi Liberi” contenuta nell’omonimo album del 1989, così come “Gli spari sopra” che dava il nome anche al disco del 1993. Sempre un brivido sul singolo “Gli angeli” che Vasco dedica al manager Massimo Lolli. Mentre all’amico ed ex chitarrista di una vita, Massimo Riva, scomparso nel 1999, è dedicata Standing Ovatio, a tre anni dalla pubblicazione dell’album “Nessun pericolo… per te” e ad un anno dall’ uscita dell’album di live “Rewind”. Seguono le pubblicazioni di “Stupido Hotel”( 2001), tredicesimo album in studio, che contiene anche “Siamo soli” e poi “Buoni o cattivi” del 2004 che contiene anche “Un senso”, colonna sonora del film Non ti muovere di Sergio Castellitto. Quattro anni di silenzio ed ecco che nel 2008 Vasco pubblica “Il mondo che vorrei”, seguito da “Vivere o Niente” (2011) e dal più recente “Sono Innocente” (2014) che vedeva rinnovato, ancora una volta, anche il sodalizio artistico con Gaetano Curreri (già negli STADIO), che con Vasco, in tutti questi anni ha sempre collaborato alla stesura dei testi e arrangiamenti.

 

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