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17 mag 2022

Giro d’Italia oggi, Girmay trionfa a Jesi

Le emozioni della tappa 10 partita da Pescara e che ha attraversato le Marche. A Filottrano l'omaggio a Michele Scarponi. Lopez resta in maglia rosa

17 mag 2022
laura guerra
Sport
Eritrean rider Biniam Girmay Hailu (Team Intermarch�-Wanty-Gobert Mat�riaux) celebrates as he crosses the finish line to win the 10th stage of the Giro d'Italia 2022 cycling race,  between Pescara and Jesi, central Italy. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Girmay vince a Jesi la tappa 10 del Giro d'Italia
Eritrean rider Biniam Girmay Hailu (Team Intermarch�-Wanty-Gobert Mat�riaux) celebrates as he crosses the finish line to win the 10th stage of the Giro d'Italia 2022 cycling race,  between Pescara and Jesi, central Italy. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI
Girmay vince a Jesi la tappa 10 del Giro d'Italia

Ancona, 17 maggio 2022 - Parla eritero la tappa di oggi del Giro d'Italia, da Pescara a Jesi, con la grande vittoria di Beniamin Girmay (Intermarchè), la prima nella storia della corsa rosa per un corridore che arriva dall'Eritrea e che, da talento, ha saputo mettere a sedere un campione come Mathieu Van Der Poel. Professionista dal 2020, il 22enne ha già vinto la Gand-Wevelgem 2022, diventando il primo corridore africano a conquistare una grande classica World Tour e ora entra nelle pagine da ricordare del Giro.

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Da Pescara a Jesi, 203 km di fatica, caratterizzati da una fuga ripresa nel tratto saliscendi, che è culminata con questo trionfo storico, in una volata a ranghi compatti tra i migliori dove, lanciato da Pozzovivo, l'eritreo ha lanciato una volata lunga con l'olandese sul collo che però, ha riconosciuto la supremazia del corridore di colore.

Nel tagliare il traguardo, infatti, il vinto Van Der Poel, ha alzato il pollice verso Girmay riconoscendo la grande volata. Al terzo posto, l'italiano Vicenzo Albanese della Eolo Kometa. Una giornata coronata da Girmay dopo che addirittura aveva sbagliato strada, riprendendo letteralmente al volo quella giusta e corso sempre tenendo d'occhio l'avversario poi battuto da una volata lunga senza mai calare.

Tappa dei muri marchigiani che ha saputo stupire e dedicata al mai dimenticato Michele Scarponi con il bellissimo passaggio a Filottrano.

Non cambia nulla nella classifica della maglia rosa, ancora sulle spalle di Juan Pedro Lopez.

Prossimo appuntamento domani, mercoledì, con l'undicesima frazione, la Santarcangelo di Romagna- Reggio Emilia di 203 km (partenza alle ore 12:30).

Tappa 10 del Giro d'Italia

 E' nella tappa dei muri marchigiani che il Giro pedalando verso l'entroterra si fa più rosa man mano che il mare, da Pescara a Civitanova, lascia spazio alle colline per l'arrivo a Jesi, dopo 37 anni di attesa. È qui che la carovana viene salutata da palloncini rosa, cartelli e tante persone. Giro che si mescola con la storia e la cultura dell'Italia diventando un tutt'uno.

Un esempio è il passaggio a Recanati, all'ombra del colle dell'infinito di Leopardi. Bella la festa a Montefano con un saluto davvero all'altezza della corsa, vestendo la piazza di rosa dove ad aspettare carovana e corridori c'erano anche persone in abito storico e una bella mostra di biciclette d'epoca. Impossibile non lasciare un saluto anche ad Andrea Bartali, sepolto qui dopo aver tanto lottato perché il padre Gino entrasse tra i Giusti a Gerusalemme.

È di Filottrano invece il saluto più commovente a un Michele Scarponi che, come dicono i cartelli, c'è, è ancora qui con loro è proprio in occasione della corsa rosa lo fanno sentire ancora più vivo è presente in tanti striscioni, in tante foto e in gigantografie ma anche ricordando le sue frasi. "Io sono tifoso dei tifosi", recita una delle sue storiche frasi ricordata da uno dei tanti tifosi che fieri tengono in mano e in alto la foto di Scarponi. Poi lo striscione simbolo della lotta della Fondazione realizzata dalla famiglia per la sicurezza stradale e la distanza da tenere quando un'auto sorpassa un ciclista.

A Filottrano la carovana passa tra due ali di folla: c'è davvero tanta tanta gente a salutare quel Giro d'Italia che per tanti anni hanno visto con il cuore accellerato tifando Scarponi. "Michele, continui a volare", scrivono. Omaggio fatto anche dall'Astana che oggi corre con delle borracce speciali dedicate proprio al suo campione mai dimenticato, e fermandosi con l'ammiraglia davanti al murale realizzato nel punto dove la vita di Scarponi fu spezzata, investito da un'auto: rappresentato il pappagallo Franky che per alcuni km volava sempre al suo fianco quando era in allenamento e un importante messaggio che recita 'La vita non è uno scherzo, prendila sul serio".

Poi via verso Santa Maria Nuova e attraversando paesi rosa in festa, dove tutti dicono " W il Giro". E' bello rivedere la socialità che si era persa, con i tifosi organizzati in veri e propri stand tra vino, risate e panini. Tutti insieme lungo la strada o, come un tempo in bianco e nero, seduti su paracarro o nei campi per essere parte di questa festa nazionale.

Se il mare è stato avaro di rosa, la collina marchigiana ha fatto sentire tutto il suo abbraccio. Presente invece sul traguardo di una Jesi che attendeva il Giro da 37 anni, anche il ct della nazionale di calcio Roberto Mancini. "Erano tanti anni che la città aspettava questo giorno che oggi è storico - dice poi ricordando Scarponi - era un bravo ragazzo, simpatico. Ogni tanto facevamo qualche km insieme. Manca a tutti".

La corsa

Dopo la partenza da Pescara, i corridori hanno davanti 203 km, una delle frazioni più lunghe del Giro, metà piatta sul lungomare per poi, a Civitanova, girare verso l'entroterra in continui saliscendi, strizzando l'occhio a chi vorrà attaccare la maglia rosa. Pronti, via, ecco che nasce la fuga appena 10 km dallo start. Una fuga di tre uomini che al gruppo paiono andare bene e gli lascia vantaggio.

Si tratta di Mattia Bais (Drone Hopper Androni), Alessandro De Marchi (Israel Premier Tech); Lawrence Naesen (AG2R Citroen Team). Al traguardo volante di Civitanova Marche non c'è sprint tra i fuggitivi, Bais passa per primo davanti a Naesen e De Marchi con il gruppo ancora a 4'.

Al gpm di Crocette di Montecosaro è invece De Marchi a transitare con alle spalle Bais è Naesen. La strada continua a salire, stavolta al GPM di Recanati dov'è Alessandro De Marchi a porre la sua ruota davanti a Mattia Bais e Lawrence Naesen. Il gruppo però ora dice basta e dopo aver recuperato 2' è in forte rimonta. A 22 km dal traguardo infatti, Alessandro De Marchi ha perso i due compagni d'avventura, pedala con solo 40" di vantaggio, e per lui la strada ricomincia a salire, ripreso poco dopo.

Scoppiettante la salita di Monsano a una decina di km dalla fine. Mathieu Van Der Pool (Alpecin) è scatenato ma anche Carapaz scalpita e a 5 km dal traguardo, i migliori di classifica sono lì, in testa al gruppo per cercare riscatto dalle tappe precedenti.

La strada in un continuo mangia e bevi continua a salire, e per l''arrivo si prevede una volta ristretta tra i migliori. Il gruppo di testa, minato da qualche scatto è ormai ridotto. Girmay e Van Der Poel hanno passato tutta la giornata a tenersi d'occhio, spalla a spalla, con l'eritreo che ha anche sbagliato percorso, riuscendo a rientrare velocemente ma faticando per la rimonta. Questo è il momento buono però per dare la zampata.

Ci si domanda se sarà quella dell'olandese nipote di Poulidor o del giovane eritreo che da inizio Giro cerca un successo storico. E' quest'ultimo, pilotato da Pozzovivo, che decide di giocarsi la sua pedina, lancia una volata lunghissima, senza mai calare, alla quale riesce a star dietro solo Van Der Poel. Appunto. Dietro. E sulla linea del traguardo, con un pollice alzato, conferma la superiorità all'avversario.

Sul podio, ma al terzo posto Vincenzo Albanese. "Una giornata straordinaria - dice Girmay - una grande storia per tutti gli africani al Giro. Lo sbaglio di strada? Sono stato veloce a rientrare e correggere l'errore. Alla fine è stata una vittoria speciale e stupefacente".

Le classifiche

Classifica di tappa: Biniam Girmay (IWG), Mathieu Van Der Poel (AFC), Vincenzo Albanese (EOK), Wico Kelderman (BOH), Richard Carapaz (IGD), Koen Bouwman (TJV), Romain Bardet (DSM), Pello BIlbao (TBV), Joao Almeida (UAD), Mauro Schmid (QST). 13o Fabio Felline, 15o Vincenzo Nibali

Classifica generale: Juan Pedro Lopez Perez (Trek-Segafredo), Joao Pedro Almeida Goncalves (UAE Team Emirates) a 12", Romain Bardet (Team DSM) a 14" Maglia Ciclamino, leader della Classifica a Punti, dedicata al Made in Italy - Arnaud Démare (Groupama-FDJ) Maglia Azzurra, leader del Gran Premio della Montagna, sponsorizzata da Banca Mediolanum - Diego Rosa (Eolo-Kometa Cycling Team) Maglia Bianca, leader della Classifica dei Giovani, sponsorizzata da Intimissimi Uomo - Juan Pedro Lopez Perez (Trek-Segafredo)

Le voci dopo il traguardo

"Sono venuto al Giro con il desiderio di vincere una tappa - dice Girmay - Tutto il team ha lavorato per me oggi, persino i corridori che devono curare la classifica generale. Domenico Pozzovivo è stato splendido nel finale. Ai -600 mi ha detto di seguirlo, ha spinto al massimo e sono riuscito a vincere. Oggi è un giorno storico, lo dedico alla mia famiglia e al mio team. Sono grato a loro.".

Poi la maglai rosa. "E' sembrata una tappa di quelle che fanno classifica. Nessuno si aspettava una corsa così - la voce di Juan Pedro Lopez - Sono felice di aver tenuto la Maglia Rosa. E' stato bello ed emozionante vedere così tanta gente a bordo strada omaggiare il grande Michele Scarponi".

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