Marco Pantani vincitore del Tour de France 1998 (Ansa)
Marco Pantani vincitore del Tour de France 1998 (Ansa)

Rimini, 4 ottobre 2019 - Il Tour de France nella terra del Pirata. A oltre vent’anni dal trionfante arrivo di Marco Pantani a Parigi (era il 1998 quando vinse il Tour), l’Emilia Romagna si prenota per la corsa in giallo. Che è uno degli eventi sportivi più seguiti al mondo, come le Olimpiadi che Bologna e Firenze sognano di ospitare nel 2032.

Ma se per arrivare ai Giochi la strada è ancora lunga, per il Tour si farà sul serio già nei prossimi mesi. Regione e Apt andranno presto in missione in Francia, per convincere gli organizzatori del Tour a far partire la corsa dall’Emilia Romagna nel 2022 o nel 2023. «E’ vero – conferma l’assessore regionale al Turismo Andrea Corsini – Tra novembre e dicembre il nostro Davide Cassani (presidente dell’Apt e ct della nazionale di ciclismo) andrà a incontrare Christian Prudhomme, il direttore generale della corsa francese, per fargli la proposta. Siamo fortemente determinati a ospitare la partenza del Tour de France: sarebbe un colpo fantastico per il nostro turismo. Un’operazione che consacrerebbe la nostra regione come una delle grandi terre del ciclismo». L’Apt ci crede moltissimo ed è pronta al maxi investimento, dopo aver speso già quest’anno 2 milioni per ospitare quattro tappe del Giro. 
 
Non sarà facile, «ma l’Emilia Romagna – continua Corsini – ha tutte le carte in regola per arrivare al traguardo. L’abbiamo dimostrato ampiamente quest’anno, con la partenza del Giro d’Italia da Bologna e le altre tre tappe disputate in regione. Siamo una delle realtà in Italia dove il cicloturismo e i bikehotel sono cresciuti di più negli ultimi anni».

La passione per le due ruote porta quasi un milione e mezzo di presenze all’anno, con numeri in aumento. «Ospitare le prime tappe del Tour de France ci garantirebbe un indotto da decine di milioni di euro. Ma pensiamo anche al ritorno d’immagine e alla grande visibilità mediatica: avremmo tutti gli occhi del mondo puntati addosso in quei giorni», dice ancora l’assessore. Per il Tour, che l’anno prossimo prenderà il via da Nizza, la partenza all’estero è un’abitudine consolidata. Quest’anno il debutto è avvenuto in Belgio, mentre nel 2017 la corsa in giallo è partita dalla Germania.

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Sognando il Tour, è già certo che anche nel 2020 l’Emilia Romagna sarà protagonista al Giro d’Italia con almeno tre tappe. Ormai manca solo l’ufficializzazione, ma i giochi sono fatti. La corsa rosa, che partirà il 9 maggio da Budapest (tre le tappe in Ungheria), approderà in regione una dozzina di giorni dopo. Il 20 maggio è previsto l’arrivo della tappa a Rimini, con traguardo volante a Santarcangelo. Sarà un omaggio a Federico Fellini e Tonino Guerra, per i cent’anni dalla loro nascita.

Il giorno dopo, il 21, la grande festa nella città di Marco Pantani, con la tappa lungo le strade della Nove Colli. Partenza e arrivo a Cesenatico dopo 205 km e quasi 4mila metri di dislivello, per festeggiare così la 50esima edizione di una delle Gran fondo più famose in Italia e in Europa, che si correrà il 24.

Il giorno dopo, il 22, partenza da Cervia, con Parma tra le città in pole position per ospitare l’arrivo. Un tris di tappe, dopo il poker fatto quest’anno con lo spettacolare prologo a Bologna. Non si sbilancia ancora sul Giro 2020 Corsini, che però ammette: «Ci stiamo lavorando, forti del successo ottenuto quest’anno». E dopo il Giro, la volata verso il Tour de France.