"La maternità è la questione centrale della nostra società, su questo ho deciso di dare battaglia": così l’avvocato Roberto Brazzale spiega le misure messe in campo a sostegno della genitorialità. "Siamo partiti nel 2017 con un baby bonus di una mensilità aggiuntiva per i lavoratori che diventano mamma o papà o adottano un bambino. Vale per ciascun bambino, e viene erogato il mese stesso della nascita o dell’adozione". Ma non solo: "In Italia si percepisce l’aiuto alla maternità come sussidio economico, come assegno. Ma in realtà quel che serve, a genitori e bambini, è tempo insieme. In Repubblica Ceca abbiamo visto i grandi...

"La maternità è la questione centrale della nostra società, su questo ho deciso di dare battaglia": così l’avvocato Roberto Brazzale spiega le misure messe in campo a sostegno della genitorialità. "Siamo partiti nel 2017 con un baby bonus di una mensilità aggiuntiva per i lavoratori che diventano mamma o papà o adottano un bambino. Vale per ciascun bambino, e viene erogato il mese stesso della nascita o dell’adozione". Ma non solo: "In Italia si percepisce l’aiuto alla maternità come sussidio economico, come assegno. Ma in realtà quel che serve, a genitori e bambini, è tempo insieme. In Repubblica Ceca abbiamo visto i grandi benefici del congedo parentale, che lì è quadriennale, garantisce il posto di lavoro e dà un bonus spalmato nel quadriennio. Una mia stretta collaboratrice è stata in congedo cinque anni: quella è civiltà. Noi dobbiamo riportare la procreazione e la maternità a essere il periodo aureo della società: è un momento speciale, che dura pochi anni, e per la nostra comunità è la cosa più importante. Per questo abbiamo deciso, come azienda, di aumentare il congedo parentale di un anno, a spese nostre: diamo la possibilità a ogni genitore di stare a casa un anno in più, pagati al 30%".

Non meno importante e sentito il fronte della sostenibilità ambientale: "Essere carbon neutral è un nostro biglietto da visita straordinario, perché a differenza dei concorrenti noi compensiamo in casa le emissioni. Nel 2006 abbiamo piantato la prima foresta di eucaliptus, in Brasile. Essere presenti in vari paesi del mondo è una occasione di conoscenza. La nostra regola è fare le cose dove riescono meglio, e in Brasile riesce meglio fare il pascolo per il bestiame da carne: abbiamo sviluppato un modello di pascolo alberato, trecento alberi per capo. Quando ci siamo accorti che la compensazione andava enormemente oltre le emissioni locali, abbiamo piantato un milione e mezzo di alberi per compensare le emissioni di tutto il gruppo. Attenzione: piantare non basta, le foreste bisogna coltivarle, ed è quello che facciamo".

Allo stesso modo, l’attenzione alla qualità della filiera produttiva del latte è estrema: "In Moravia abbiamo parametri riconoscibili, quantificabili e sopratutto certificati. Per noi parlano i numeri: 4,5 ettari per capo in lattazione, 100% dei foraggi prodotti in azienda, waterfoot print quantificata, stabulazione libera, cuccette per il benessere animale. Sono parametri straordinari: 4,5 ettari per capo corrisponde a più di dieci volte la terra disponibile per i nostri produttori italiani, che sono bravissimi ma non hanno terra disponibile".Ed è proprio l’abbondanza di terra il fattore chiave: "Se manca la terra, come fa a fare sostenibilità? In Italia è permesso in molte aree spargere nitrati fino al doppio del limite comunitari, nella nostra filiera in Moravia abbiamo sei volte meno di quel limite: diventa dodici volte in meno rispetto all’Italia. Se ci fermassimo al confine non potremmo mai raggiungere questi risultati. La verità non è che le cose buone si fanno solo in Italia, ma che gli italiani sanno fare le cose buone in tutto il mondo, ovunque ci siano le condizioni. E noi scegliamo di andare dove le cose si fanno meglio", conclude Brazzale.