Venezia, 11 gennaio 2022 – Le quarantene bloccano la ripresa dell’attività scolastica. All'indomani dell’inizio della scuola, il Veneto traccia un primo bilancio. La media è di un contagiato per ogni classe, più di quattro ragazzi in quarantena ogni 100 studenti. Il Covid sta “decimando” anche le presenze dei docenti: “Nessuna classe è rimasta scoperta del tutto, ma questa non è buona scuola", avverte l'assessora regionale alla Scuola, Elena Donazzan.

La giunta veneta non è convinta della bontà della ripresa scolastica, oggi il governatore Luca Zaia ha sottolineato ancora la necessità di fermare i motori per qualche settimana. Ho tanti genitori che mi chiedono la Dad ameno sino a fine mese, ma noi governatori non possiamo decidere", ha precisato Zaia. Stessa posizione della Campania, dove però il Tar è intervenuto per sospendere l’ordinanza regionale che chiudeva elementari e medie per tutto gennaio.

Ieri in Veneto la scuola è ripresa in presenza con una media del 4,5% degli studenti in isolamento perché positivi al Covid o in quarantena perché venuti in contatto con soggetti positivi. Un docente che si trova a seguire molte classi diverse per poche ore per tappare i buchi lasciati dai colleghi assenti perché malati o in quarantena "non prosegue il percorso di studi, sono soluzioni tampone", spiega Donazzan.

"Sono le quarantene che stanno incidendo, e il peggioramento è determinato dall'ultimo decreto ministeriale che, invece di alleggerire il carico dei controlli, produce l'effetto assolutamente opposto con ulteriore burocrazia e confusione nella confusione", conclude l'assessora, anticipando la volontà di istituire un gruppo di confronto sulle soluzioni attuabili di ventilazione meccanica controllata e di sanificazione degli ambienti. Perché "oggi è il Covid, ma domani sarà qualcos'altro", e quindi trovare una soluzione che funzioni è fondamentale.