Luca Zaia durante una conferenza stampa sul Covid-19
Luca Zaia durante una conferenza stampa sul Covid-19

Venezia, 14 giugno 2021 - Per il secondo giorno consecutivo il Veneto non ha registrato alcuna vittima per il Covid-19. Lo ha annunciato il presidente della Regione, Luca Zaia: non accadeva dal 20 agosto 2020, cioè da prima dell’inizio della seconda ondata.

E anche gli altri numeri diffusi dal bollettino quotidiano sulla situazione Covid sono tra i migliori dall’inizio della pandemia: solo diciannove casi nelle ultime 24 ore, un vero e proprio crollo rispetto agli 87 comunicati ieri (anche se c’è da tenere conto della diminuzione “fisiologica” dei test processati durante il weekend), e con un tasso di positività in rapporto ai tamponi sceso allo 0,29 per cento.

Restano invariati i dati sui posti letto occupati negli ospedali: 444 ricoverati totali, dei quali 392 nelle aree mediche e 52 in terapia intensiva. I soggetti attualmente positivi sono 5.880, quaranta in meno rispetto a ieri. Tuttavia, i numeri totali ricordano quanto la pandemia abbia colpito duramente in Veneto: da febbraio 2020 sono morte 11.600 persone e 424.634 cittadini sono risultati positivi al Covid-19.

Zaia: “Seguiremo pedissequamente indicazioni Cts su AstraZeneca”

Il presidente del Veneto Luca Zaia è intervenuto anche per parlare del caso AstraZeneca: “Noi applicheremo pedissequamente quanto viene prescritto dal Cts. Il richiamo per le persone sotto 60 anni sarà con Pfizer o Moderna. Sopra i 60 anni il richiamo sarà fatto con AstraZeneca, perché è l'unico a conduttore virale, in linea con quanto avuto come prima dose”, ha chiarito il governatore.

I richiami da fare per gli under 60 che hanno ricevuto la prima somministrazione con il vaccino di Oxford, ha comunicato Zaia, sono 36mila e riguardano insegnanti e membri delle forze dell’ordine: per loro sarà necessario riprogrammare la vaccinazione e in alcuni casi anche in tempi rapidi, visto che si avvicina la data della seconda dose.

Se la situazione non è particolarmente problematica in Veneto, sostiene Zaia, è stata la scelta di procedere rigorosamente per classi di età: “Senza saperlo, ci ha salvato da un guaio ancora maggiore. Se avessimo fatto come qualche altra regione i salti di fascia di età, oggi avremmo molti più richiami di seconde dosi da modificare”, ha spiegato il governatore.