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5 lug 2022
5 lug 2022

Crollo Marmolada: identificato il ferito ricoverato a Treviso, era irriconoscibile

È un 30enne trentino, grave in ospedale, è tra i sopravvissuti alla tragedia. Proseguono le ricerche dei dispersi. Zaia: "Non molliamo, continuiamo a coltivare la speranza"

5 lug 2022

Treviso, 5 luglio 2022 - Ha finalmente un nome uno dei feriti nel disastro della Marmolada ricoverato da domenica all'ospedale di  Treviso. Secondo fonti sanitarie, si tratta di un giovane di 30 anni, originario del Trentino. Potrebbe trattarsi di Davide Carnielli, di Fornace,  il giovane era l’ultimo della sua cordata, mentre gli altri membri erano stati soccorsi di lui si erano perse le tracce. Il trentenne si trova tuttora in prognosi riservata. I medici del Ca' Foncello avevano accertato al momento del ricovero un importante edema cerebrale e lesioni agli organi interni. Il giovane, in stato di incoscienza, era stato trovato senza alcun documento. 

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"Purtroppo abbiamo ancora parecchi dispersi ma nella tragedia della Marmolada che da domenica non dà tregua a familiari e soccorritori c'è almeno una buona notizia: il paziente di Treviso non è più sconosciuto e ha ritrovato la mamma e il papà" conferma il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, dopo l'identificazione da parte dei familiari del giovane recuperato dal ghiacciaio della Marmolada, domenica scorsa.

"Ho deciso di far fare alcune foto al paziente ricoverato a  Treviso, dopo aver parlato con due coppie di genitori ieri a Canazei nella sala dell'accoglienza dei famigliari dei dispersi - spiega il Governatore - Ho chiesto immagini di particolari anatomici utili a un riconoscimento sulla base di quanto emerso nel dialogo. Il paziente ricoverato a  Treviso ora ha un nome e un cognome". "Come ha informato la Ulss Marca trevigiana il paziente continua ad essere in prognosi riservata - conclude il Presidente -. Mi auguro per lui una pronta guarigione insieme al tutti gli altri feriti in questa tragedia".

Le ricerche dei dispersi

Sono riprese con droni e sorvoli le ricerche sulla Marmolada. Si cercano zaini, scarponi, resti di persone che domenica pomeriggio 3 luglio sono state travolte e triturate dalla valanga di ghiaccio e pietre venuta giù dalla vetta a 300 km orari.  L'ultimo bilancio dei soccorrittori quest'oggi è di 7 vittime accertate, 8 feriti e 5 persone ancora disperse, poche le speranze di ritrovarle vive. 

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Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia al centro operativo a Canazei
Il presidente della regione Veneto, Luca Zaia al centro operativo a Canazei

Tre feriti ricoverati negli ospedali veneti

Tra i feriti ricoverati in Veneto sono sempre gravi, ma stabili, le condizioni del paziente in terapia intensiva all'ospedale Cà Foncello di Treviso, rimasto vittima della tragedia sulla Marmolada. La prognosi resta riservata. Lo rende noto l'Ulss 2 trevigiana. Il paziente era stato ricoverato in codice 'rosso' privo di documenti di identità e tutt'ora nell'impossibilità di comunicare. In Veneto altri due feriti, in codice 'giallo', sono ricoverati in condizioni stabili negli ospedali della Uldd Dolomiti con sede a Belluno. 

"La speranza è l'ultima a morire.  Attendo notizie positive per un ricoverato, all'ospedale di Treviso, ancora senza identità". Il racconto del presidente del Veneto Luca Zaia questa mattina, a Radio Cortina pirma dell'identificazione. "Parlando con i parenti dei dispersi, due genitori, ieri a Canazei - ha riferito Zaia - mi hanno dato le caratteristiche dei loro rispettivi figli. Di questo paziente in terapia intensiva, ovviamente intubato, che si trova a Treviso non sappiamo nulla. E' irriconoscibile, ma è in vita e speriamo di salvarlo. Ho fatto fare delle foto e una coppia di genitori lo avrebbe riconosciuto. Corrisponderebbe anche il gruppo sanguigno oltre che un particolare fisico. Sono qui che spero e prego che sia veramente loro figlio".  

Dispersi, Zaia: "Continuiamo a coltivare la speranza"

"Noi non molliamo. Ai parenti dei dispersi l'ho detto: noi continuiamo a coltivare la speranza di recuperare ancora qualcuno vivo", le parole di Zaia in un'intervista al Corriere della Sera. "Di fronte a una tragedia è sempre giusto porsi delle domande e provare a dare delle risposte. È evidente che nessuna escursione è a rischio zero, come qualsiasi attività, ed è altrettanto vero che i cambiamenti climatici hanno agevolato processi in maniera repentina. Ma questo non è il primo crollo sulle Dolomiti", sottolinea il presidente del Veneto che alla domanda se sia colpa dell'uomo risponde: "Ma no, è che qui ci si trova di fronte a un fatto di portata straordinaria. È come se fosse venuto giù un enorme grattacielo di ghiaccio. Come si può pensare di prevedere una cosa del genere?". 

"Certamente dobbiamo fare di tutto perché ciò non accada più. Gli esperti si esprimeranno - prosegue -. Resto personalmente convinto che sia necessario affinare il sistema di monitoraggio per essere nelle condizioni di impedire l'accesso al ghiacciaio quando le condizioni non lo consentono. Un po' come succede con la bandiera rossa al mare".

La proposta: 13 luglio giornata nazione della vittime

Il 3 luglio diventi Giornata nazionale per la mobilitazione contro i cambiamenti climatici e il ricordo delle vittime della tragedia avvenuta domenica sulla Marmolada. A proporlo sono gli esponenti di minoranza in Consiglio regionale veneto, con una risoluzione che ha l'obiettivo di dare una spinta in tal senso al Governo.

"È importante vengano messe in campo adeguate risorse economiche per far seguito all'approvazione della dichiarazione di emergenza climatica approvata recentemente e a esortare le Regioni nell'adozione di strategie e azioni locali concrete per mettere fine all'emergenza", evidenziano poi Elena Ostanel (Veneto che vogliamo), Cristina Guarda (Europa Verde), Erika Baldin (M5s), Giacomo Possamai, Vanessa Camani, Anna Maria Bigon, Jonatan Montanariello, Andrea Zanoni, Francesca Zottis (Partito democratico).

"Chiediamo, infine, si faccia valere il principio di responsabilità nei confronti delle generazioni future di cui agli articolo 6, comma 1, 7 e 8, comma 1, dello Statuto della Regione del Veneto attivandosi a livello di politiche locali assumendo ogni necessaria decisione finalizzata a garantire un effettivo contrasto all'emergenza ecologica e climatica in atto", concludono. 
 

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