Picco di influenza, 2 morti e 3 pazienti gravi a Vicenza. Simit: “L’80% dei casi è H1N1, può essere letale”. Appello Asl: “Vaccinatevi”

Il virus ‘H1Ni di tipo A’ si sta diffondendo rapidamente. La Regione: “Andamento nella media stagionale e non chiamatela influenza suina”. Pazienti in terapia intensiva all’ospedale San Bortolo, tra cui una donna in gravissime condizioni. Ecco cosa sta succedendo

Vicenza, 10 gennaio 2024 – Due morti e tre pazienti gravi in terapia intensiva per il virus ‘H1N1 di tipo A’ a Vicenza. Inizialmente si pensava che i decessi fossero causati dall’influenza suina, ma ieri sera la Regione ha chiarito: “Si tratta del virus influenzale che circola in modo diffuso in tutte le stagioni influenzali dal 2009: chiamarlo virus da influenza suina è un retaggio che fa pensare a un virus non stagionale” .

Il virus ‘H1N1 di tipo A’ fa paura: è molto contagioso e la situazione sembra aggravarsi di ora in ora. L’appello dell’Asl: “Vaccinatevi”. Il direttore del Simit, Massimo Andreoni: “L’80% dei casi è H1N1, per alcuni può essere letale”.

Influenza: due morti e tre pazienti gravi a Vicenza
Influenza: due morti e tre pazienti gravi a Vicenza

L’esperto: “L’80% dei casi è H1N1”

I due decessi per l'influenza H1N1 all'ospedale di Vicenza “ci ricordano quella che è la storia dell'influenza: nel 95% dei casi non è una malattia grave, ma c'è una percentuale della popolazione che invece rischia di più. Per alcuni può essere letale”. A mettere in guardia la popolazione è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit, la Società italiana delle malattie infettive e tropicali.

Cosa sta succedendo: le vittime

La prima vittima è un uomo di 55 anni, deceduto domenica all’ospedale vicentino San Bortolo. Ieri, si è aggravato fino a morire un altro paziente di 47 anni, che da giorni era un condizioni disperate.

Altri tre pazienti – tra cui una donna gravissima – sono ricoverati nella terapia intensiva dello stesso ospedale per le complicanze della patologia, come la polmonite interstiziale che porta a una grave forma di insufficienza respiratoria.

Chi sono le persone a rischio

Chi sono le persone a rischio di questa ondata di influenza? “Abbiamo sempre detto i fragili, gli anziani e gli immunodepressi – dice Andreoni – ma raramente può essere letale anche per i più giovani e sani. Oggi l'80% dei casi di influenza in Italia è proprio H1N1 e non abbiamo, purtroppo, vaccinato bene”.

L’appello: “Vaccinatevi”

L'Asl di Vicenza ha lanciato un “appello a vaccinarsi” quanto prima. Il virus, che si contrae come una normale influenza, può essere evitato con il vaccino antinfluenzale diffuso in questa stagione.

“Questo ceppo influenzale è contenuto nel vaccino – spiega Francesca Russo, direttrice della Direzione prevenzione della Regione Veneto – disponibile per i soggetti a rischio e per tutte le categorie indicate dal ministero: la vaccinazione è quindi assolutamente consigliata, anche ad un pubblico più ampio”.

L'importanza delle vaccinazioni è rimarcata anche da Andreoni: “C'è ancora tempo per farle, vediamo proprio da questi casi di cronaca quanto possa essere determinante essere immunizzati”.

La Regione Veneto: “Nessun allarme, andamento nella media annuale”

“Per ora – precisano i tecnici della Direzione regionale prevenzione – l’andamento risulta statisticamente sovrapponibile alle stagioni influenzali pre pandemiche. I dati finora disponibili non indicano situazioni di eccezionalità rispetto al passato. Ad esempio, a fronte dei 3 decessi sinora registrati in questa stagione 2023-2024, la stagione con la mortalità più bassa è stata quella del 2010 con 17 decessi, quella con il maggior numero di morti è stata il 2019 con 61 – a dirlo in un comunicato la Regione Veneto –. Per una corretta interpretazione del dato bisogna considerare che la mortalità può essere valutata solo a conclusione della stagione di circolazione del virus: allo stato attuale quella che viene riscontrata è legata ai pazienti con sindrome respiratorie acute gravi”.

La Direzione Prevenzione tiene anche a precisare che “non esiste, al momento, alcun nuovo caso di ‘influenza suina’, inteso come evento di passaggio di virus animale-uomo (spillover), - anche in riferimento ai casi segnalati nel vicentino - bensì contagi da virus H1N1, alla base della tipica ondata influenzale stagionale che sta coinvolgendo ampie porzioni di popolazione in tutto il Paese e in Europa. I dati finora disponibili non indicano situazioni di eccezionalità”.

L’influenza di questa stagione è caratterizzata dalla circolazione del virus H1N1 pdm09 (Pandemic disease Mexico 2009): si tratta del virus influenzale che circola in modo diffuso in tutte le stagioni influenzali dal 2009. Chiamarlo virus da ‘influenza suina’ è un retaggio mediatico che fa pensare a un virus non stagionale. “Ogni anno – aggiungono i tecnici regionali - i virus respiratori determinano un aumento dei ricoveri e della mortalità nel periodo di circolazione; allo stato attuale è in linea con le stagioni influenzali del periodo pre pandemico. Rimane in ogni caso importante la sorveglianza attraverso i medici di medicina generale e pediatri e la sorveglianza ospedaliera”. Questo ceppo influenzale è contenuto nel vaccino, disponibile per i soggetti a rischio e per tutte le categorie indicate dal ministero.

Cosa dice l’Oms

Ogni anno i virus respiratori determinano un aumento dei ricoveri e della mortalità nel periodo di circolazione. Allo stato attuale, la situazione “è in linea con le stagioni influenzali del periodo pre pandemico”, spiegano dalla Regione. “Il recente report dell’Oms conferma che la mortalità è sovrapponibile a quella precedente al periodo della pandemia Covid. Rimane in ogni caso importante la sorveglianza attraverso i medici di medicina generale e pediatri e la sorveglianza ospedaliera”, sottolinea Francesca Russo, direttrice della Direzione prevenzione del Veneto.

Come prevenire il contagio

Ecco come prevenire il contagio. “Rimane importante l’uso di mascherine e strumenti di protezione individuale nel caso di contagio – continua la direttrice Russo – e, negli episodi più gravi, una eventuale terapia tempestiva con antivirali soprattutto, nei soggetti con condizioni di rischio, ma solo dopo attenta valutazione medica”.