MARIO TOSATTI
Cronaca

Polesine, panificio a zero scontrini, evasi 350mila euro

Nel Bellunese, invece, da inizio anno individuati 25 lavoratori irregolari, sanzionati 13 datori di lavoro e sospese 5 attività commerciali

Panettiere al lavoro

Panettiere al lavoro

Rovigo, 30 maggio 2023 – Nella provincia di Rovigo individuato un panificio che ha sistematicamente evaso il fisco. Nell’ambito delle attività di contrasto all’evasione fiscale e di controllo economico del territorio è stata individuata un’impresa operante nell’alto Polesine che, sin dall’inizio della sua attività, nell’anno 2019, non ha mai presentato alcuna dichiarazione fiscale. I finanzieri del comando provinciale di Rovigo hanno individuato un panificio molto attivo e con un buon giro di clientela che si guardava bene dall’emettere gli scontrini fiscali per i corrispettivi incassati quotidianamente. Infatti, con zero scontrini faceva in modo di non certificare alcun corrispettivo e quindi a non informare l’Agenzia delle Entrate delle somme incassate. Gli accertamenti finalizzati al controllo della corretta memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, hanno permesso di ricostruire il volume d’affari per gli anni d’imposta dal 2019 al 2021, per i quali non è stata presentata alcuna dichiarazione fiscale obbligatoria. Questo anche grazie ai dati emersi con l’ausilio delle banche dati in uso al corpo dei finanzieri rodigini.

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Non avendo istituito alcun registro contabile i finanzieri della Tenenza di Lendinara, coordinati dal Gruppo di Rovigo, hanno dovuto raccogliere in diversi modi una cospicua mole di dati grazie ai quali è stato determinato il reale volume d’affari dell’impresa, quantificato in circa 350mila euro, con la conseguente imposta sul valore aggiunto mai versata. Gli atti della verifica sono ora a disposizione degli uffici dell’Agenzia delle Entrate di Rovigo per il recupero dei tributi evasi e l’irrogazione delle sanzioni.

Evasioni fiscali: i dati dell’ultimo anno

Questo caso è solo l’ultimo di una serie di accertamenti che hanno portato alla scoperta di un elevato numero di evasori totali, ovvero, che non hanno mai presentato dichiarazioni fiscali per i ricavi prodotti scoperti dal gruppo di Rovigo e dai suoi reparti (oltre alla Tenenza di Lendinara, anche quelle di Adria, Loreo e Occhiobello). Il fenomeno appare di notevole impatto atteso che, solo nell’ultimo anno, sono state ben 52 le imprese sconosciute al fisco individuate su tutto il territorio della provincia dal gruppo di Rovigo, per ricavi non dichiarati per circa 31 milioni di euro e IVA per oltre 4 milioni di euro. “L’individuazione ed il contrasto al tutte le forme di economia in nero, sia nell’ambito dei corretti adempimenti fiscali che nell’ambito del lavoro, costituiscono un obiettivo prioritario del Corpo, per evitare che a fronte di contribuenti onesti che pagano regolarmente le tasse vi siano soggetti che, pur guadagnando allo stesso modo, omettono qualunque pagamento di imposta sottraendo risorse per lo Stato e quindi per tutti i cittadini, creando concorrenza sleale nel mercato” precisa il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Rovigo Colonello Antonio Morelli.

A Belluno lotta al lavoro nero: 5 aziende sospese

Gli accertamenti compiuti dal Comando Provinciale di Belluno hanno invece permesso di individuare 25 lavoratori irregolari o in nero. Nello specifico, in occasione dell'avvio della stagione primaverile, le Fiamme Gialle bellunesi hanno  controllato diverse attività, dedite soprattutto alla somministrazione di alimenti e bevande, che hanno permesso di individuare 13 esercizi commerciali che operavano in modo irregolare. In dettaglio, sono stati trovati 17 lavoratori in nero, impiegati senza la preventiva comunicazione di inizio della prestazione lavorativa a cura del datore di lavoro, e 8 irregolari,per i quali, seppur in presenza di contratti di lavoro di tipo intermittente ‘a chiamata’, risultavano non eseguite le previste preliminari comunicazioni per la giornata di impiego.

Contestualmente, sono state riscontrate altre irregolarità in capo ai datori di lavoro, quali la corresponsione della retribuzione al lavoratore con modalità diverse da quelle previste ovvero la mancata istituzione e tenuta del libro unico del lavoro, nonché, presso due esercizi commerciali, violazioni in materia di tutela della salute e sicurezza del lavoro per la mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi e la mancata formazione e addestramento connesse all’impiego in nero di 10 ‘addetti agli scaffali’, risultati in forza a due società di Napoli ed una di Roma. I controlli in rassegna hanno consentito di segnalare al competente Ispettorato Territoriale del Lavoro le violazioni sopra riepilogate, permettendo di far adottare, in 5 casi, il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, in ragione dell'impiego di personale non registrato in misura pari o superiore al 10% del totale dei lavoratori presenti sui luoghi ispezionati.