Operai al lavoro in uno stabilimento
Operai al lavoro in uno stabilimento

Venezia, 16 luglio – Tornano a crescere le esportazioni, il Veneto inizia a sperare in una ripresa dell'economia dopo la crisi pandemica. Nei primi tre mesi del 2021, l'export ritorna a livelli interessanti in tutta la regione, con grande soddisfazione da parte degli imprenditori veneti. I settori trainanti sono quello dei macchinari meccanici e delle apparecchiature elettriche. 

Dopo la contrazione del 8,2% registrata nel 2020, con una perdita di fatturato estero di oltre 5,3 miliardi di euro rispetto al 2019, nel periodo gennaio-marzo 2021 le esportazioni venete di beni hanno registrato un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente e oltre 755 milioni di euro in più, attestandosi a circa 16 miliardi di euro.

A confermare una stima in rialzo sono i dati di Istat e Prometeia, che stima per il Veneto un rimbalzo dell'export del +12,4%. Trend positivo confermato anche dall'indagine “Veneto Congiuntura” di Unioncamere.

La ripresa delle richieste di prodotti veneti è stata trainata principalmente dai Paesi dell'Unione europea che continuano a rappresentare i principali mercati di sbocco, dove il Veneto realizza quasi il 60% delle proprie vendite oltre confine con 9,4 miliardi di euro. Nei primi tre mesi del 2021 le vendite verso l'Unione europea sono aumentate dell'8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020, grazie alla performance positiva di macchinari, che rappresentano oltre il 16% delle vendite europee, seguite da apparecchiature elettriche, metallurgia, abbigliamento, gomma e materie plastiche.

Nello specifico, dinamiche migliori rispetto alla media sono arrivate da Germania (+7,2%, 154 miliardi in più di merce venduta), Francia (+13,9%, +225 milioni), Spagna (+5,5%, +42 milioni), Polonia (+17,5%) e Belgio (+28,6%).