Il nuovo ospedale di Malcesine, provincia di Verona
Il nuovo ospedale di Malcesine, provincia di Verona

Venezia, 20 settembre 2021 – Dopo i violenti femminicidi che hanno sconvolto il Veneto, oggi si è insediato il tavolo regionale per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne. “Sono molto preoccupata e angosciata per quello che sta succedendo. Abbiamo assistito a una escalation senza precedenti di violenza contro le donne nella nostra regione”. Con queste parole, l'assessora veneta ai Servizi sociali, Manuela Lanzarin, ha aperto i lavori del tavolo di coordinamento inaugurato oggi e che resterà in carica fino alla fine della legislatura.

Il tavolo riunisce rappresentanti di tutte le istituzioni venete: dagli enti locali e l'Anci alle prefetture, le forze dell'ordine, ma anche l'Ufficio scolastico, le università, le istituzioni sociosanitarie e la Corte d'Appello. “Dal lavoro del tavolo – continua l’assessora Lanzarin – potrà essere delineata una road map. Tra i punti più importanti, rimane anche la formazione con un continuo aggiornamento dei soggetti che si occupano di violenza, come il personale operante nei pronto soccorso, ambiente dove il grande turnover richiede costanza nella preparazione del personale, o in altre situazioni dove può essere intercettato il fenomeno della violenza".

Veneto: scattata una recrudescenza di violenza sulle donne

Negli ultimi giorni si è scatenata un’escalation di violenza, quattro le donne uccise per mano di un uomo. L’arma è sempre la stessa, una pistola, così come il movente: la violenza contro le donne. La prima vittima di femminicidio è stata Chiara Ugolini, la 27enne veronese uccisa il 5 settembre dal vicino di casa, il 38enne Emanuele Impellizzeri. Pochi giorni dopo, il 10 settembre, la 31enne nigeriana Rita Amenze è stata uccisa nel Vicentino con quattro colpi di pistola dall’ex marito, il 61enne Pieragelo Pellizzari. Il 15 settembre, è morta la 21enne Alessandra Zorzin, mamma di un bambino di 2 anni: a spararle un colpo in pieno volto è stata una guardia giurata, Marco Turrin, che dopo l'omicidio si è suicidato. Solo due giorni dopo, il 17 settembre, nel Padovano la 60enne Doriana Cerqueni è stata aggredita dal padre nel giorno del suo compleanno che, dopo un violento diverbio, le ha sparato e poi si è ucciso.

“Il fenomeno è nazionale, ma abbiamo l'obbligo di capire cosa sta succedendo da noi con l'acuirsi di eventi di questo tipo – ha proseguito l’assessora – con femminicidi contrassegnati da una ferocia che è stata rivolta anche contro mamme molto giovani con bambini piccoli. Di fronte a quello che sta diventando un vero e proprio dramma sociale, dobbiamo sentire il dovere di impegnarci a capire cosa possiamo fare più del lavoro, già importante, che è stato svolto fino ad ora". Il “Tavolo di Coordinamento Regionale per la Prevenzione e il Contrasto alla Violenza Contro le Donne”, si è insediato oggi pomeriggio in collegamento da remoto. “È fondamentale proseguire nel lavoro di prevenzione primaria e secondaria. Per farlo è importante rafforzare la rete in modo che sia in grado di dare risposte ulteriori e precise”, ha concluso l'assessora regionale Lanzarin.