Filippo Turetta, il messaggio a Giulia Cecchettin 9 mesi prima del delitto: “O ci laureiamo insieme o la vita è finita”

Lo scambio su Whatsapp è stato recuperato dal cloud della vittima. A detta dei suoi famigliari, l’ex fidanzato era “sicuro di riconquistarla”

Filippo Turetta, il messaggio inviato a Giulia Cecchettin nel febbraio 2023: "O ci laureiamo insieme o la vita di entrambi è finita"

Filippo Turetta, il messaggio inviato a Giulia Cecchettin nel febbraio 2023: "O ci laureiamo insieme o la vita di entrambi è finita"

Venezia, 9 luglio 2024 – Sin dall’efferato femminicidio di Giulia Cecchettin, perpetrato l’11 novembre 2023, si ipotizza che la data del delitto non sia stata un caso: di lì a pochi giorni, la 22enne di Vigonovo si sarebbe laureata. E da quanto emerge dai messaggi Whatsapp scambiati con l’ex fidanzata, Filippo Turetta nutriva un’“ossessiva pretesa” di laurearsi insieme a lei.

"Mettiti in testa… che o ci laureiamo insieme o la vita è finita per entrambi”, scriveva a febbraio, nove mesi prima di uccidere Cecchettin. Il messaggio, insieme agli altri recuperati dal cloud della ragazza, è ora parte degli atti dell’inchiesta a carico di Turetta, a processo per omicidio volontario, aggravato da premeditazione, crudeltà, efferratezza, sequestro di persona, occultamento di cadavere e stalking

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 22enne di Torreglia (Padova) non avrebbe accettato la fine della relazione con la vittima. A detta dei famigliari e degli amici di quest’ultima, Turetta “agiva come se fosse sicuro di riconquistarla”. Nelle settimane successive alla rottura, nel marzo 2024 avrebbe contattato i conoscenti di Cecchettin al fine di avere delucidazioni su cosa non sia andato nella loro relazione: un tentativo interpretato come il desiderio di costruirsi un fronte comune per far pressioni sulla ragazza affinché tornasse con lui. Nello stesso periodo è emerso per la prima volta il tema dell’autolesionismo da parte di Turetta, come manipolazione sull’ex.

Ieri il team legale del giovane ha annunciato la sua rinuncia all’udienza preliminare: si presenterà quindi direttamente a processo. Contestualmente, la difesa ha dichiarato che non richiederà una perizia psichiatrica su Turetta, il quale avrebbe intrapreso “un percorso di maturazione personale del gravissimo delitto commesso”, da cui la “volontà che la giustizia faccia il proprio corso nei tempi più rapidi possibili e nell'interesse di tutti”.