Tamponi per il Covid 19 in farmacia
Tamponi per il Covid 19 in farmacia

Veneto, 8 ottobre 2021 - - "Tra appena una settimana, sarà obbligatorio esibire il green pass per recarsi al lavoro. Secondo i rappresentanti degli industriali veneti, sono ancora 300.000 i lavoratori non immunizzati sul territorio regionale. Questo vuol dire dover effettuare ogni giorno tra i 100.000 e i 150.000 tamponi, unica alternativa alla vaccinazione per entrare in azienda, oltre a quelli ordinari indispensabili per garantire un tracciamento efficace del virus. Nei momenti più drammatici della pandemia, i tamponi quotidiani in Veneto erano qualche decina di migliaia". A sottolinearlo è Christian Ferrari, segretario generale Cgil Veneto. 
"Le farmacie in Regione sono circa 1300. Se fosse demandato solo a loro questo compito, saremmo ad oltre 100 tamponi da evadere in pochissime ore, quelle successive alla giornata di lavoro, per ciascuna farmacia. Va poi considerato che i lavoratori non sono distribuiti in maniera omogenea su tutto il territorio, e le farmacie che insistono nelle zone a più alta densità produttiva avrebbero da smaltire un carico di tamponi ancor più ingestibile. Bastano questi pochi dati per capire che, se non si interviene con misure straordinarie, il caos non è un pericolo, ma una certezza", avverte.  

"Imprese senza addetti per garantire continuità"

"Senza organizzare una logistica straordinaria del tracciamento, decine di migliaia di persone non sarebbero nelle condizioni di lavorare e migliaia di imprese non avrebbero gli addetti indispensabili per garantire la continuità produttiva - sottolinea il sindacalista -. Una doppia beffa. Evidentemente le imprese non hanno considerato fino in fondo le implicazioni della richiesta avanzata alla politica, e la politica, a sua volta, non si è resa conto delle ricadute concrete della decisione assunta. Spetta a entrambi farsi carico della situazione e rendere acquisibile per tutte le lavoratrici e i lavoratori il lascia passare che li metta nelle condizioni di poter lavorare". 
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"La Regione risolva problemi pratici"

Pa la Cgil, "la Regione Veneto non può limitarsi a chiedere l'estensione della validità del tampone, deve mettere in campo gli interventi necessari a risolvere i problemi pratici dalla cui soluzione dipende il funzionamento del nostro sistema produttivo. Al sindacato il compito di convincere le persone che rappresenta a vaccinarsi, innanzitutto per tutelare la loro sicurezza e la salute pubblica, e poi per salvaguardare l'occupazione, i salari, la ripresa economica. E' una campagna che conduciamo da tempo, che ci ha fatto guadagnare le minacce della destra neofascista e antivaccinista, e che proseguiremo - senza farci intimidire - anche nel prossimo futuro", conclude Ferrari. 
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La 'questione' badanti: senza vaccino o con lo 'Sputnik'

Anche per le badanti il 15 ottobre sarà obbligatorio avere il green pass. I sindacati dei pensionati di Cgil, Cil, Uil, lanciano l'allarme che queste figure sono senza vaccino o che sono state vaccinate con il siero Sputnik elaborato in Russia e non riconosciuto in Italia: "Il 15 ottobre in Veneto rischia di scoppiare il caos, con migliaia di badanti che non potranno continuare a fornire assistenza perché sprovviste di green pass in quanto vaccinate nei loro Paesi di origine con lo Sputnik - hanno sottolineato Elena Di Gregorio, Tina Cupani e Debora Rocco, segretarie dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil del Veneto - . Uno studio della Bocconi ha calcolato che in in Veneto ci sono 75mila assistenti famigliari, tra contrattualizzate e in nero, il 71% straniere e si può stimare che oltre 50mila provengono proprio da paesi dell'Europa dell'Est. Molte di queste sono state vaccinate con lo Sputnik e pertanto "non possono avere il green pass, quindi non possono lavorare a meno di fare continuamente tamponi, ma a spese di chi?", chiedono Di Gregorio, Cupani e Rocco. "Chiediamo alla Regione di farsi portavoce del problema e fare pressioni sul Ministero della Salute e su Aifa, affinché diano delle linee guida quanto prima", affermano, auspicano si avvii anche una campagna di informazione e sensibilizzazione per convincere le molte badanti straniere che sono invece ancora diffidenti nei confronti della vaccinazione a farla. Perché altrimenti nemmeno queste potranno più lavorare e dal 15 ottobre in Veneto "migliaia di non autosufficienti, soprattutto anziani, rischiano di rimanere senza aiuto". 
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