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3 mag 2022

Schiacciato dal trattore, pensionato muore nei campi del Trevigiano

L'incidente è avvenuto intorno a mezzogiorno a Cappella di Scorzè. Il 72enne Roberto Cagnin è deceduto mentre lavorava nel suo terreno agricolo, sequestrato il mezzo

Germogli Ph 20 luglio 2013 Saline agricoltura

Trattore
Un trattore (Foto di repertorio Germogli)

Treviso, 3 maggio 2022 – È rimasto schiacciato dal trattore il 72enne Roberto Cagnin, il pensionato morto oggi nel Trevigiano. Vittima di un gravissimo incidente, l’uomo è deceduto mentre lavorava sul suo terreno agricolo. È successo intorno a mezzogiorno a Cappella di Scorzè, una frazione poco distante dal centro del paese.

L'uomo, che da sempre lavora come terzista con i mezzi agricoli, è rimasto schiacciato sotto il trattore. Sul posto, oltre ai sanitari del Suem, i carabinieri, che hanno provveduto al sequestro del mezzo. È ancora da accertare la dinamica dell’incidente, saranno le indagini a ricostruire le cause che hanno portato il trattore a ribaltarsi, cadendo rovinosamente sul corpo del pensionato. Quando sono arrivati i soccorsi, per Cagnin non c’era più nulla da fare.

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Veneto, troppi morti sul lavoro

Sono 20 le vittime sul lavoro nei primi tre mesi in Veneto: 13 morti bianche, sette negli spostamenti casa-lavoro. Lo scorso anno erano 14. Un dato che ha portato il Veneto al terzo posto nella graduatoria nazionale per numero di decessi in occasione di lavoro, che risultano 138 in tutta Italia. "Uno sconfortante posto sul podio per numero di vittime a livello nazionale che
porta il
Veneto in zona arancione nella mappatura dell'Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre", dice lo stesso Osservatorio diffondendo in dati.

Il Veneto, alla fine del primo trimestre, abbandona dunque la zona gialla, quella delle regioni a minor rischio di mortalità sul lavoro, secondo il sistema di categorie basato sull'indice di incidenza, cioè il rapporto tra infortuni e lavoratori presente in regione. "Utilizziamo l'indice di incidenza della mortalità perché è lo strumento di indagine più efficace per spiegare l'emergenza –
sottolinea
Mauro Rossato, presidente dell'Osservatorio Sicurezza Vega Engineering di Mestre – il rapporto numero tra infortuni e popolazione lavorativa può definire e confrontare il
livello di sicurezza dei lavoratori, regione per regione, provincia per provincia".

La zona arancione, quella in cui rientra il Veneto, è la fascia che (dopo la rossa) raggruppa le regioni con l'incidenza tra le più alte per infortuni mortali sul lavoro e dunque superiore alla media nazionale. Da gennaio a marzo 2022, il Veneto è una delle regioni con un'incidenza infortunistica compresa tra il valore medio nazionale ed il 125% dell'incidenza media nazionale, che è di sei decessi sul lavoro ogni 1.000.000 di occupati.

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La mappa degli infortuni

È Rovigo la provincia veneta in cui i lavoratori rischiano di più, con un indice di incidenza pari a 21,4 contro una media regionale di 6,1. Seguono Verona (14,3), Venezia (8,2), Vicenza (2,7) e Padova (2,5).

Per quanto riguarda il numero dei decessi sul lavoro, che sono 13, e vengono rilevati in provincia di Verona (6), Venezia (3), Rovigo (2), Padova (1) e Vicenza (1). Nei primi tre mesi dell'anno,
inoltre,
crescono del 47% le denunce di infortunio totali: erano 15.945 a marzo 2021, sono 23.489 nel 2022. Sanità, attività manifatturiere e trasporti sono i settori più colpiti.

Alla provincia di Treviso la maglia nera in regione per il più elevato numero di denunce totali di infortunio: 4.659. Seguono Vicenza (4.537), Venezia (4.463), Verona (4.229), Padova (3.671), Belluno (988) e Rovigo (942). Infine sono 10.507 le denunce delle donne lavoratrici e 12.982 quelle degli uomini.

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