protocollo Regione Veneto e Guardia di Finanza
protocollo Regione Veneto e Guardia di Finanza

Veneto, 3 agosto 2021 - "La partita è molto semplice, o vincono i delinquenti o vinciamo noi. Fin dall'inizio abbiamo fatto una scelta strategica che è quella della massima collaborazione con le istituzioni dello Stato, in particolar modo con la Guardia di Finanza".
Così il presidente della regione Veneto Luca Zaia questa mattina a palazzo Balbi a Venezia durante la firma di un Protocollo di Intesa tra la Regione del Veneto e il Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza per la realizzazione di forme di collaborazione volte a potenziare l'efficacia delle azioni e della "mission" perseguita dalla Guardia di Finanza in ambito regionale attraverso l'individuazione di percorsi formativi rivolti al personale in servizio presso la Guardia di Finanza alla sede di Venezia e nei Reparti del Comando Regionale Veneto, che mirino all'acquisizione delle competenze tecniche in linea con il fabbisogno formativo espresso dal Comando Regionale. 
 In calce all'atto, le firme del Presidente della Regione, Luca Zaia, e del Comandante regionale della Guardia di Finanza Giovanni Mainolfi.  Oltre a percorsi finalizzati allo sviluppo delle competenze tecnico professionali, sarà possibile prevedere percorsi formativi finalizzati allo sviluppo delle conoscenze di lingue straniere, nonché forme di collaborazione nel settore della formazione e della didattica tramite la reciproca partecipazione a corsi, seminari e workshop. Sarà inoltre possibile prevedere, a conclusione dei percorsi, anche esami di certificazione europea della lingua.
"In un territorio come il nostro, nel quale le attività sono evidenti, parliamo di 600mila partite Iva, 180miliardi di Pil, il rischio di attività criminali e infiltrazioni è alto. Questo è un investimento per la nostra reputazione e la nostra sicurezza - ha sottolineato il presidente Zaia -. I miliardi di euro che avremo con il Pnrr toccheranno da vicino anche il Veneto, ci è stato chiesto di identificare un'opera simbolo importante e la mia prima preoccupazione è stata quella di avere un'economia libera e pulita".


L'impresa di pulizia che produceva bitcoin

Il generale Mainolfi, alla luce dell'attacco informatico subito dalla Regione Lazio, ha spiegato che  "anche in Veneto ci siamo accorti che un'azienda che si occupava di pulizia consumava tantissima energia elettrica, in realtà era uno schermo per produrre bitcoin, che richiedono calcoli complicatissimi con pc che mangiano tanta corrente. Abbiamo notato un anomalo consumo di energia elettrica, energia che serviva per produrre criptovaluta venduta a imprenditori che avevano del nero e trasformavano in criptovaluta che poi portavano all'estero. Quello con la Regione Veneto - ha aggiunto Mainolfi - è un accordo fondamentale perché ci dà risorse fondamentali per superare il gap tecnologico. Stiamo infatti sviluppando un applicativo che permette di vedere se stanno succedendo certe cose, grazie alle risorse regionali possiamo avere una macchina che opera fuori rete e non può essere intercettata dagli hacker".

Nel team anche un hacker pentito

 "Il nostro gruppo è costantemente al lavoro sulla cybersecurity anche grazia a una squadra di 24 militari che è all'avanguardia nel contrasto del proliferare di criptovalute nell'economia legale. In Veneto abbiamo individuato qualche caso di utilizzo massivo di criptovalute conservate in wallet elettronici al di fuori del nostro paese".
Il team specializzato nei cybercrime è composto, ha sottolineato il Generale, da "persone straordinarie; tra loro abbiamo anche un hacker pentito, che è diventato un carissimo amico, e col quale portiamo avanti un programma di formazione che potrà essere molto utile".  

La nuova frontiera: algoritmi per la 'predizione' dei crimini

"La predizione è una frontiera d'innovazione che sto portando avanti nella mia organizzazione, innovazione di processi e procedure di lavoro, predire su base segnali esteriori e di algoritmi ad hoc per capire cosa un soggetto vuole fare, prima che lo faccia - ha rimarcato il generale Giovanni Mainolfi -. Il nostro compito è di contrastare i tentativi da parte di forze insane che cercano di appropriarsi di pezzi dell'economia.  Ci saranno risorse del Pnrr e bisogna essere pronti a cogliere i delinquenti sulla porta e non farli entrare, prevenire è meglio che curare, è necessario spingere sull'acceleratore della prevenzione perché la nuova frontiera non è la repressione ma la prevenzione e addirittura la predizione, siamo protagonisti anche con altri pezzi degli istituzioni, ci siamo uniti con Unioncamere, Inps, Ca' Foscari, stiamo portando avanti un'esperienza unica in Italia di sinergia interistituzionale".
Ad esempio, ha spiegato Mainolfi "siamo in grado di capire se un soggetto sta preparandosi ad attingere ai fondi messi a disposizione da decreti ristori o dal Pnrr, guardando se e come modifica il suo codice Ateco"