Colpiti dalla crisi i settori dei servizi turistici
Colpiti dalla crisi i settori dei servizi turistici

Venezia, 8 luglio 2021 – Ventimila posti di lavoro in meno nel comparto del turismo veneto, Verona e Venezia le zone più colpite dalla crisi post Covid. In un anno, in tutta la regione sono spariti dal radar 11mila professionisti di servizi qualificati, seguiti da 14.185 contratti di lavoro a tempo determinato persi. Sono i numeri emersi dal tavolo del lavoro della filiera del turismo veneto, che si è riunito ieri per un confronto sui principali temi dell'occupazione nel comparto con gli assessori regionali Elena Donazzan e Federico Caner.

L'attivazione del tavolo era stata richiesta dai sindacati per un confronto di ampio respiro sulle principali dinamiche occupazionali del principale settore economico del Veneto sta vivendo. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di Confturismo, Assoturismo, FederturismoConfartigianato, Cna Veneto, Casartigiani Veneto, Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria del Veneto. Nell'occasione sono stati presentati alcuni dati di Veneto Lavoro.

Rispetto ai territori, l'effetto della ripresa è più lenta nelle grandi città d'arte. ''É stata un'occasione di confronto veritiero - sottolinea l'assessora al lavoro Elena Donazzan - senza facili giustificazioni per un mercato del lavoro che in questo momento più che mai dimostra di avere evidenti e clamorose anomalie: posti di lavoro che non trovano lavoratori, imprese in affanno alla ricerca di professionalità difficilmente reperibili, lavoratori del settore che si sono rioccupati all'estero o in altri settori, anche a causa della totale incertezza legata alla crisi pandemica''

I dati parlano: turismo in crisi ovunque

I numeri del 2020 segnano la perdita di 19.445 posti in tutta la regione, rispetto ai livelli occupazionali del 2019. Molto più penalizzate le donne degli uomini, gli italiani degli stranieri, i diplomati. Fanno riflettere due elementi: ben 14.185 posti persi sono contratti a tempo
determinato e più di 11.000 riguardano professioni qualificate di servizi. Dal punto di vista territoriale, l'area più penalizzata è stata Venezia con 5.440 lavoratori in meno e poi Verona con una riduzione di 3.830 contratti.

Per quanto riguarda le prospettive di settore, sono stati comparati il primo trimestre dei due anni 2020 e 2021 per verificare la consistenza di rimbalzi positivi, tenendo conto che il lockdown è cominciato il 9 marzo del 2020. In questo quadro, la provincia di Belluno ha ridotto il saldo negativo da -3.045 (2020) a -390 (2021), quella di Venezia da -980 a -70, Verona da -1.330 a -470.


Confronto sulle prospettive future

Il tavolo è stato un'occasione per ragionare sulla stabilità futura di questo mercato del lavoro sempre più esigente, sia sul fronte della domanda sia dell'offerta. ''Il dato estremamente positivo
- precisa l'assessora Donazzan - è che vi è una condivisione di vedute da parte del mondo datoriale e quello sindacale sulle problematiche nell'ambito del lavoro. Abbiamo preso atto che il turismo esprime un contesto di complessità emerso con maggior chiarezza con il Covid. Ritengo sia davvero opportuno parlare e affrontare le questioni del turismo in termini di filiera articolata''.