Acqua verde a Venezia in Canal Grande: effetto fluo ancora per qualche giorno

I tecnici indagano sulle cause, riunione questa mattina in prefettura. Nessun pericolo per l'acqua, nuove analisi nelle prossime ore. La sostanza è presente soprattutto in superficie. Zaia: "Rischio emulazione"

Chiazza verde fluo nei canali a Venezia
Chiazza verde fluo nei canali a Venezia

Venezia, 29 maggio 2023 - Si cercano i responsabili. Riunione questa mattina 29 maggio con il prefetto di Venezia Michele di Bari per fare il punto degli accertamenti sulla chiazza di liquido verde fosforescente che è apparsa ieri sul Canal Grande della città lagunare, all'altezza del Ponte di Rialto.

L'incontro è stato, peraltro, stabilito anche per fare il punto della situazione alla luce delle indagini delle forze dell'ordine, delle analisi condotte dai vigili del fuoco e dall'Arpav. Già ieri si era ipotizzato che la chiazza fosse stata prodotta da un "tracciante”, ovvero un liquido che viene immesso in caso di una perdita di acqua, per comprenderne il tragitto seguito. Finora l'azione non è stata rivendicata.

Il colorante in vendita sul web

Nessuna ipotesi è esclusa sullo sversamento della sostanza tracciante usata in idraulica. Mentre si attendono gli esiti degli ultimi esami, il tavolo tecnico convocato in prefettura, ha deciso di varare una serie di dispositivi di sicurezza a tutela della città e, trattandosi di questioni relative all'acqua, anche per controllare in modo più deciso il traffico acqueo che provoca il grave fenomeno del moto ondoso. "L'episodio - ha detto il prefetto Michele Di Bari - va esaminato anche per procedere con misure preventive per evitare effetti emulativi perché Venezia è una vetrina mondiale e la bellezza va tutelata. Metteremo in campo uno sforzo straordinario - ha aggiunto - per effettuare controlli sui luoghi simbolo della città".

Le indagini, che sono state affidate alla Polizia locale, hanno dimostrato che il prodotto colorante può essere facilmente acquistato sul web, e che una modesta confezione da 250 grammi e sufficiente a produrre l'effetto visto a Rialto. Una persona che ne versa un cucchiaino, non vedendo l'esito immediatamente può scioglierne una dose eccessiva, provocando un effetto come quello avvenuto ieri.

La sostanza si dissolve 

Nuove analisi, dopo quelle effettuate d'urgenza nel pomeriggio di ieri, verranno svolte oggi dai tecnici dell'Agenzia per l'ambiente del Veneto (Arpav) sui campioni prelevati nelle acque di Venezia, dove ieri domenica 28 maggio è comparsa la chiazza verde fluorescente. I primi esami sono stati fatti per escludere la presenza di sostanze pericolose per l'ambiente, e - riferisce l'Arpav - non si sono riscontrate sostanze organiche in concentrazione tali da destare preoccupazioni ambientali.

La sostanza, presente soprattutto in superficie, è risultata ben solubile in acqua. I campioni sono stati prelevati a diverse quote del corpo idrico, per valutare quanto tendesse a depositarsi sul fondale. Alcuni campioni sono stati prelevati anche nei canali limitrofi al ponte di Rialto, nei quali la sostanza anomala si è progressivamente diffusa, anche per effetto della marea.

Secondo le prime ipotesi si potrebbe trattare di fluoresceina, tracciante in polvere che si diluisce in acqua ed è utilizzato per individuare il regolare funzionamento di una rete fognaria. Sotto la luce del sole, la fluoresceina ha bisogno di qualche giorno per dissolversi, a seconda dei quantitativi utilizzati. La sostanza, ribadisce Arpav, non è pericolosa per l'ambiente acquatico e non contiene componenti persistenti, bioaccumulabili e tossici.

Il precedente

In una Venezia presa d'assalto dai turisti e con la Biennale di architettura in corso l'episodio riporta alla memoria un precedente, quello accaduto nel 1968 ad opera dell’artista argentino Nicolás García Uriburu che, per sensibilizzare le persone a comportamenti più ecologici, aveva colorato di verde fluo il Canal Grande mentre era in corso la Biennale d’arte.

Zaia: "Rischio di emulazione"

Nessun pericolo di inquinamento dalla chiazza verde fluorescente apparsa a Venezia, ma "è il rischio emulazione che più mi preoccupa", il commento del presidente del Veneto, Luca Zaia. "Venezia, come altri luoghi simbolo del Veneto - ha aggiunto - hanno una tale visibilità che gesti come quello di oggi potrebbero diventare la vetrina per sempre più 'personaggi’ in cerca di clamore. Bene ha fatto la Prefettura a convocare immediatamente una riunione d'urgenza, mettendo attorno ad un tavolo le varie forze dell'ordine. Serviva un primo segnale compatto di risposta, ora attendiamo le indagini per capire meglio quello che è accaduto". E ha concluso: "Venezia è diventata palcoscenico di azioni ben sopra le righe: servono risposte adeguate e forti. Dobbiamo tutelare la città, i beni monumentali, il diritto di tutti - ha concluso - di poter godere delle bellezze storiche senza sfregi di singoli scalmanati".