Sachithra Ninansala Fernando Dewendra Mahawaduge
Sachithra Ninansala Fernando Dewendra Mahawaduge

Verona, 27 ottobre 2021 - È stato ripescato dal fiume Adige il corpo senza vita della mamma di Verona, la 34enne Sachithra Ninansala Fernando Dewendra Mahawaduge indiziata per la morte delle figlie di 11 e 3 anni. Le bambine sono state soffocate nel sonno, questo è quanto emerge dall'autopsia sul corpo delle piccole. Dopo una lunga ricerca condotta con i droni, le forze dell’ordine sono riusciti a localizzare il cellulare della donna cingalese, lasciato acceso dentro la sua borsa abbandonata sulla sponda dell’Adige. A quel punto i sommozzatori dei vigili del fuoco hanno perlustrato il fiume e alle 17.30 di oggi il macabro ritrovamento del corpo.

Sul posto è arrivata la pm Federica Ormanni, titolare dell'inchiesta sul duplice delitto, la quale ha confermato che la salma recuperata appartiene alla giovane cingalese scomparsa. Ora verranno prelevate le impronte digitali, che potranno dare la conferma definitiva dell'identità della donna. 

“Per favore le bambine hanno la febbre, datemi una medicina e poi lasciatele dormire. Oggi non le mando a scuola”. Sono le ultime parole che la 34enne Sachithra Mahawaduge ha detto a un'assistente sociale della comunità “Mamma Bambino”, dove la donna viveva da un anno insieme alle figlie su disposizione del tribunale dei minori. Un tentativo di prendere tempo, si pensa. Sono state le stesse assistenti sociali a trovare i corpicini senza vita nel letto, dove potrebbero essere stati uccise nel sonno. Nella camera non ci sono segni di resistenza, tutto è stato trovato in ordine. E della mamma nessuna traccia, la 34enne sarebbe fuggita subito dopo avere compiuto il tragico gesto. O almeno questa è una delle ricostruzioni più probabili, stando agli elementi emersi finora. Omicidio Verona, mamma uccide le figlie di 11 e 3 anni e scompare: domani l'autopsia

Sboarina: “Le bambine erano a letto, sembrava dormissero”. E invece erano già morte

Il sindaco di Verona, Federico Sboarina, ha ricostruito quello che è successo nella struttura comunale ieri mattina. “La signora ha riferito che le due figlie erano indisposte ed ha chiesto un farmaco antinfluenzale. Trascorso un po’ di tempo, l'operatrice è entrata in camera e ha visto le bambine a letto che sembravano dormire, la luce accesa nel bagno. Per questo ha pensato che la madre si trovasse all'interno del bagno ed è uscita dalla stanza”. E continua: “Trascorsa una decina di minuti – prosegue Sboarina – l'operatrice è tornata nella camera, è entrata in bagno e si è resa conto che non c'era nessuno. A quel punto è andata a controllare le due bimbe facendo la terribile
scoperta. Erano già prive di vita. La finestra del bagno era aperta e quindi la madre sicuramente si è allontanata da lì”, conclude Sboarina. Quanto ai rapporti con il marito e ai motivi che avevano portato all'allontanamento della donna e delle figlie dalla famiglia, si è appreso che le denunce per presunti maltrattamenti nei confronti dell'uomo risultano recentemente archiviate. E questo potrebbe avere gettato nel panico la donna, spingendola al tragico gesto: il duplice omicidio delle bambine e poi il suicidio.