La presentazione a Palazzo Giuliari
La presentazione a Palazzo Giuliari

Verona, 17 giugno 2021 – Ingegneri al servizio della medicina del futuro, Verona capofila di un progetto innovativo per la "cura 4.0" della persona. È stato presentato oggi a Palazzo Giuliari il nuovo corso di laurea triennale in “Ingegneria dei sistemi medicali per la persona”, un percorso che dal prossimo anno accademico coinvolgerà gli atenei di Verona, Trento, Modena e Reggio Emilia.

Obiettivo, rafforzare le competenze e le conoscenze in ambito ingegneristico a favore del sistema sanitario e industriale dell’asse del Brennero.

L’Università di Verona, sede didattica e amministrativa, metterà a disposizione l’esperienza di ricerca e innovazione in campo medicale e robotico, sviluppate nel tempo  nei laboratori di ateneo. Sedi distaccate saranno Modena-Reggio Emilia e Trento, con le loro competenze scientifiche e laboratoriali nel campo della meccanica e dell’elettronica.  

A presentare il nuovo corso il rettore scaligero Pier Francesco Nocini, il delegato alla Didattica Federico Schena e Paolo Fiorini, docente di Robotica e referente del corso. In collegamento anche i rettori dell’Università di Trento, Flavio Deflorian, e dell’Università di Modena-Reggio Emilia, Carlo Porro

Tante competenze in un unico corso di laurea

Con accesso libero, il corso di studi intende preparare chi sviluppa dispositivi e tecnologie biomedicali, chi implementa servizi sanitari di assistenza e cura della persona e chi gestisce strumentazioni sanitarie e servizi informatici e di telecomunicazioni per la sanità. 

Le specificità del corso di laurea riguardano innanzitutto l’attenzione a tecnologie emergenti come algoritmi di controllo ed elaborazione dati, ma anche intelligenza artificiale con sistemi interconnessi tra loro: dai dispositivi indossabili a robot e macchinari dedicati. Un altro elemento chiave sarà la formazione su aspetti biomedici, etici, psicologici e giuridici.

Ambiti di intervento

I futuri laureati daranno supporto al personale socio-sanitario e ai pazienti nell’utilizzo delle strumentazioni e nel trattamento dei dati per prevenzione, diagnosi e trattamento terapeutico.

“La domanda di formazione ha trovato riscontro anche negli studi di settore a livello nazionale e internazionale. Gli sbocchi occupazionali sono promettenti: dalle aziende pubbliche e private del settore biomedico, farmaceutico e biotecnologico, ospedali e case di cura, centri riabilitativi e residenziali per persone anziane e con patologie croniche”, fanno sapere dall’Università di Verona.

La didattica

Agli insegnamenti classici di un corso di studi in Ingegneria dell’informazione (analisi matematica, geometria, fisica, informatica, elettronica e meccanica) e di un corso di studi in Ingegneria biomedica (chimica, fisiologia, strumentazione biomedica e medicina), saranno affiancati insegnamenti negli ambiti della robotica e del controllo di dispositivi remoti e autonomi e dell’apprendimento automatico. Gli insegnamenti in tali ambiti prevedono anche attività laboratoriali anche in collaborazione con aziende del settore