Vertigini, un male sottovalutato. "Attenzione a certi movimenti"

Il dottor Borghesi di Villa Verde: "Ne soffrono di più le donne"

Il dottor Francesco Borghesi di Villa Verde
Il dottor Francesco Borghesi di Villa Verde

Reggio Emilia, 16 marzo 2019 - La crisi arriva all’improvviso. Un fulmine a ciel sereno. E il mondo - tutte le cose che ci circondano - sembra girarci intorno. E’ la vertigine - in particolare quella definita ‘parossistica posizionale’ -, patologia molto diffusa che, anche se a decorso benigno, è abbastanza invalidante.

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Andiamo alla sua scoperta con il dottor Francesco Borghesi, otorinolaringoiatra di Villa Verde.

Dottor Borghesi, in cosa consiste la vertigine?

«E’ una falsa sensazione di movimento. Le vertigini si distinguono in due tipi, soggettive caratterizzate dalla sensazione di essere instabili o oggettive quando vediamo girare le cose intorno a noi, per esempio i muri della stanza».

Qual è la forma più frequente di giramento?

«E’ quella parossistica posizionale. Si manifesta con vertigini oggettive a insorgenza improvvisa senza nessun segno premonitore, di forte intensità e della durata di decine di secondi, anche un minuto. All’inizio il giramento è più lento, poi si accentua tantissimo per andare a scemare fino a sparire».

Quali sono i fattori predisponenti?

«Non c’è una predisposizione genetica. Le donne sono più colpite, sembra esserci una correlazione con l’osteoporosi. Ma può insorgere a qualsiasi età. L’insorgenza può essere preceduta da un lieve trauma cranico oppure da vibrazioni della testa provocate ad esempio dal trapano del dentista o dall’aver mantenuto a lungo una posizione scorretta con la testa».

Da cosa sono scatenate?

«Da movimenti particolari, cambiamenti di posizione cioè, tipo alzarsi o sdraiarsi nel letto, chinarsi a raccogliere un oggetto, guardare verso l’alto. Tutte le volte che ripetiamo questo movimento scatenante (anche in una stessa giornata) andiamo incontro alla vertigine».

Quale causa fa sì che il movimento provochi la vertigine?

«Nel labirinto dell’orecchio interno abbiamo piccoli ammassi di cristalli di carbonato di calcio, gli otoliti, che servono a farci percepire le accelerazioni. Può accadere che una certa quantità di otoliti si distacchi dalla sede naturale e in seguito al movimento della testa vada a colpire il nervo dell’equilibrio provocando il giramento».

Il distacco a cosa è dovuto?

«Le cause più frequenti sono piccoli traumi cranici, infezioni di tipo virale, disturbi della microcircolazione. La terapia è sempre la stessa indipendentemente dalla causa».

Come si effettua la diagnosi?

«Semplici manovre sul lettino per scatenare il giramento. Il paziente viene posizionato rapidamente su un fianco e si vede se c’è l’insorgenza della vertigine. Decisiva la comparsa di un nistagmo, un movimento involontario degli occhi che si accompagna alla sensazione di vertigine».

La terapia?

«E’ basata su una particolare ginnastica. Una volta individuato in quale dei tre canali dell’orecchio sono andati a finire gli otoliti, si effettua una manovra liberatoria, una ginnastica specifica cioè che viene fatta fare dallo specialista al paziente sul lettino».

La terapia è risolutiva?

«Non sempre otteniamo la guarigione immediata. Può essere necessario ripetere la manovra più volte. Quando abbiamo ottenuto il risultato, si può dire che il singolo episodio acuto è guarito. Il paziente per una settimana può avere ancora instabilità ma non ha più attacchi importanti. Si può però andare incontro ad una recidiva perché i fattori predisponenti che hanno scatenato il primo episodio possono ripetersi».